1. Rosalba, calda vedova bisex, in un trio con me e mia moglie


    Data: 04/12/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Bisexloingoio

    ... una mano e dissi “il carattere di una persona si riconosce da come si comporta a tavola e a letto”. E lei “e tu sei un maiale” ed io “Si, e tu dopo vieni a letto con me così ne avrai conferma”. “E tua moglie dove la metti?” Io “Non lo so ancora, dopo balla vicino a lei e toccala così per scherzo e poi abbracciala e baciala per scherzo sulla bocca. Tanto siete già tutti un po’ brilli”
    
    Tutto andò secondo le mie, apparentemente assurde, richieste. La troia rumena collaborò anche lei a creare tutte le giuste atmosfere. Si ballava spostandosi dall’uno all’altra creando confidenze sempre più spinte anche se mai spudorate.
    
    La festa finì un po’ prima dell’altra volta poiché il giorno dopo ci toccava di andare a lavorare.
    
    Io e la mia consorte ci offrimmo di accompagnare a casa Rosalba, che abitava non lontano dalla nostra casa.
    
    Eravamo tutti un po’ alterati dall’alcol, così mi fu facile far accettare alle ragazze di fermarci in un grande parcheggio quasi al buio. Facevo il cretino, con battutine e frecciatine, ma tanto feci che riuscii ad aprire la camicetta di Rosalba con la scusa che doveva rinfrescarsi dopo le bevute e i balli frenetici, a fare lo stesso con mia moglie, così per solidarietà con Rosalba.
    
    Dopodichè le invitai ad uscire fuori dall’auto per prendere un po’ di fresco e, una volta fuori mi abbracciai la moglie, baciandola sul collo e in bocca e poi misi un braccio sulla spalla di Rosalba, tirandola a noi e dicendo la ...
    ... frase cretina “Dai, vieni anche tu, baciala anche tu Laura, così non facciamo torto a nessuno”.
    
    Ricordate l’atmosfera durante la festicciola? La stessa: abbracci, bacetti… solo che questa volta io le aiutai, spingendole e avvicinando le facce e poi le bocche e poi ci misi la mia lingua tra le loro bocche e gliele feci aprire delicatamente finchè non fui certo che ci stavamo baciando tutti e tre.
    
    Infine feci un’opera d’arte, cioè sollevai Laura, mia moglie, prendendola in braccio ancora un po’ intontita dai fumi dell’alcol, la posai sul cofano dell’auto; con una certa violenza dei gesti le sfilai i jeans e le tolsi il perizoma , poi presi per la testa Rosalba afferrandole i capelli e le misi la bocca tra le cosce di mia moglie.
    
    A Laura allargai le labbra della fica e a Rosalba comandai di leccarla. Questa iniziò con la punta della lingua e poi si dedicò a leccarla tutta, mentre le mani furono stese verso le tette, che afferrò palpeggiandole, stringendole e dopo anche succhiandole.
    
    Io mi abbassai i pantaloni e penetrai Rosalba con facilità, sia perché lei era molto bagnata e sia perché aveva un enorme fessacchione, dato che lei era tutta abbondante.
    
    Tutto durò finchè io mi decisi a sborrare. A quel punto feci spostare Rosalba, feci scendere mia moglie dal cofano, le feci inginocchiare sull’asfalto e diedi loro l’opportunità di completare il rapporto con un pompino baciandosi e passandosi lo sperma di lingua in lingua.
    
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