1. Ancora un altro giorno


    Data: 08/12/2020, Categorie: pulp, Autore: scopertaeros69

    Premessa: questo è il mio primo tentativo di scrivere un racconto pulp, non so se ci sono riuscito...non credo, ma al contempo non saprei come collocarlo... Nel mio campo sono noto per essere un “affermato professionista”, non siamo in molti ad esercitare questa professione, ma neppure troppo pochi, la concorrenza è feroce, ma un lavoro fatto bene fa ancora la sua differenza nella scelta a chi affidare un incarico. Potrei dire senza ombra di dubbio che nella mia professione, la meritocrazia è fondamentale per il committente; io merito fino all'ultimo centesimo del mio onorario e questo di solito costituisce una garanzia di un lavoro ben fatto. Il mio lavoro non mi porta via tantissimo tempo per lo più, diciamo che richiede un impegno e un abnegazione totalizzante, per determinati periodi, che per mia fortuna e per l'accuratezza stessa dello svolgimento dei miei incarichi, non sono frequenti. Io scelgo quali “lavori” accettare e quali rifiutare, è essenziale questo per la buona riuscita dell'incarico, non sono condizioni negoziabili. Ho poche e semplici regole: 1) Io scelgo i tempi e i metodi, 2) “non faccio le pulizie”, 3) qualora vengano meno le condizioni d'ingaggio, mi riservo di rifiutare l'incarico (non è mai successo sino ad oggi, ma aiuta a tenere a freno le intemperanze di certi clienti), 4) non prendo anticipi, ma il pagamento deve essere effettuato entro un ora dall'espletamento del mio incarico. So cosa state per dire, qualcuno potrebbe chiedere sconti o fare il ...
    ... moroso, in realtà è successo...una volta soltanto, abbastanza perchè non capitasse più, insomma io e il cliente ci siamo “spiegati”. Un ultima condizione, 5) io non incontro mai i miei clienti, limito i miei contatti “all'incarico” che mi viene assegnato, prendetela come una forma di rispetto per il “Lavoro” che mi è stato assegnato. Mi hanno definito in molti modi: sicario, assassino prezzolato, risolutore di problemi (questo fa molto Pulp Fiction), killer, ma nell'ambiente sono noto come “l'Ingegnere”. Il mio marchio di fabbrica è che io non ho un marchio di fabbrica, non mi affeziono a nessun mezzo, tutti gli “strumenti di lavoro” per me sono semplici attrezzi da lavoro, semplicemente mi adatto alla situazione, creo e progetto soluzioni personalizzate, massima efficienza. Tuttavia questa mia metodologia richiede tasche profonde e tempi di realizzazione medio lunghi, il che per mia fortuna seleziona in modo significativo la mia clientela, togliendo di mezzo capricciose teste calde che mal si accorderebbero con il mio modus operandi. Tutto questo mi permette di vivere bene, senza esagerazioni, qualche viaggio ogni tanto, aspiro a mettermi presto in pensione e al caldo, frattanto non mi faccio mancare nulla, ma nel contempo non spendo e spando, faccio una vita ordinaria e alquanto anonima, lasciatemi dire che l'anonimato in questo senso ha lo stesso caldo tepore di una coperta d'inverno e la rassicurante consistenza di un giubbetto in kevlar. Ancora qualche anno e qualche ...
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