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Punti di discontinuità
Data: 10/12/2020, Categorie: Etero Autore: Pennetta
Era una solita giornata noiosa di università, con numerose ore buche tra un corso e l’altro. Ne aveva approfittato per studiare insieme ad altri compagni, ai tavoli in corridoi adibiti allo studio. Era un gruppetto di 4 studenti, due studentesse tra cui lei, e altri due ragazzi. Giulio era un ragazzo piuttosto ingenuo per i suoi 20 anni, o almeno così lui si mostrava: parlava spesso di fumetti e anime, a Sara non attirava molto, lo considerava troppo nerd e non molto carino. Claudia era una ragazza alla mano, molto alla buona, appariva quasi sciatta a causa dei suoi capelli poco curati. C’era un particolare che aveva però colpito Sara: Claudia non indossava reggiseno. L’aveva notato un giorno e aveva sempre gettato un’occhiata al petto per verificare se era solo il caso di un giorno oppure no. Non era così. I capezzoli di Claudia si intravedevano attraverso il maglione viola e lasciavano intendere un bel seno, grosso e libero. Anche quel giorno Claudia aveva deciso di lasciare il seno senza sostegno, Sara si leccò le labbra al pensiero e si domandò se i suoi compagni erano davvero così ottusi da non notarlo. Si girò verso l’altro suo compagno, Francesco. Vide che anche lui fissava il petto di Claudia e quando notò che Sara lo stava guardando, arrossì e abbassò la testa con fare vergognato. Francesco piaceva a Sara: era anche lui un po’ nerd come Giulio ma era più sciolto e aveva qualcosa negli occhi, un fare malizioso, vivace. Giulio e Claudia lasciarono gli altri due ...
... compagni perché avevano un corso facoltativo che sarebbe iniziato di lì a poco e Sara e Francesco rimasero da soli al tavolino. Stavano studiando le funzioni continue e Sara si spostò accanto a Francesco per seguire meglio la sua spiegazione. Mentre Francesco spiegava i punti di discontinuità, Sara lo guardò con la coda nell’occhio. I suoi occhi neri e la sua voce stranamente la eccitavano. Era un ragazzetto robusto con un bel viso e quegli occhi che brillavano maliziosi la attiravano. C’era però un altro particolare: il ragazzo era palesemente vergine. Lo vedeva, lo sentiva, ne era sicura e l’idea che lui non avesse mai toccato un seno o parti più intime la portava involontariamente a fare battute spinte, allusive e a leccarsi le labbra troppo spesso. Quel giorno in più si sentiva accaldata e avvertiva una vibrazione con il ragazzo. Senza pensarci allungò una mano e l’appoggiò sulla coscia del compagno. Lui interruppe la spiegazione. La guardò. “Ti dà fastidio?”, gli disse con aria di sfida. “Io… no, penso di no…”. Lei abbassò lo sguardo e vide che si era creata una protuberanza nei jeans del compagno. “… Magari ti piace pure eh?”. Lui arrossì violentemente: “Dobbiamo studiare…”. Lei palesemente non aveva voglia di studiare. “Che dici di farci un giretto per la facoltà, prende un po’ d’aria e poi tornare qua a studiare?” Era una trappola e si capiva da quel sorriso provocante. Lui accettò, probabilmente perché pensava che camminando lei non avrebbe potuto mettergli le mani addosso. ...