1. Punti di discontinuità


    Data: 10/12/2020, Categorie: Etero Autore: Pennetta

    ... Camminarono tra i corridoi, c’erano pochi studenti in giro e quando svoltarono nell’ala sud il corridoi era deserto. Lei lo spinse dolcemente verso il muro, gli prese le mani e se le appoggio sul seno. Velocemente portò la sua mano sulla patta dei pantaloni di lui e gli sussurrò all’orecchio: “Allora timidone, sei sicuro di non volere altro? Lo so che guardi le tette a Claudia, non vuoi vederne un paio dal vivo e magari toccarle?”. Al ragazzo mancò il fiato e gli si gonfiò ancora il cazzo nei boxer. “Dove? Siamo a scuola…”. Lei prese quella frase come un sì. Lo trascinò in bagno e chiuse velocemente la porta; spinse il compagno sul water e lo fece sedere. Senza perdere tempo, lei si tolse il maglione, rivelando sotto solo il reggiseno che sosteneva una quasi terza. Si sedette a cavalcioni sul ragazzo, sentiva la sua erezione contro di lei e gli mise il seno a pochi centimetri dal viso. “Lo so che sei curioso… leccale”. Il ragazzo, seppur titubante, cominciò ad assaggiarle il seno con la bocca e lei per aiutarlo si slacciò il reggiseno e le tette si rilassarono dolcemente: con quella visione il ragazzo finalmente si sciolse e iniziò ad avventarsi sui capezzoli. Li mordicchiava bramoso, li tirava e poi ci giocava con la lingua. Raccoglieva il seno con le mani, li schiacciava, immaginava di farsi fare una spagnola da quelle tette rotonde come aveva visto per anni nei video porno e sentiva il cazzo diventare sempre più duro. Anche lei lo sentiva e infilò una mano nei boxer di ...
    ... lui e cominciò a segarglielo piano. Il ragazzo cominciò a gemere e lei, eccitatissima di vederlo così preso, si mise velocemente in ginocchio per terra. Si raccolse i capelli e disse in tono perentorio a Francesco che doveva tenerglieli in mano, così da non essere d’impiccio. Lui afferrò i capelli e lei gli slacciò i jeans e estrasse il cazzo. Era un bel cazzo, con una cappella che implorava di essere leccata e delle vistose vene, segno di una gran eccitazione. Iniziò immediatamente a succhiare, con forza. Voleva dare un benvenuto di tutto rispetto a quel verginello nel mondo del sesso. Dopo alcuni minuti di gran succhiare alzò la testa e con le labbra bagnate di cazzo disse “spingimi la testa, Fra’… Lo so che te li guardi i video porno, spingimi la testa sul tuo cazzo come una sporca troia”. Lui sgranò gli occhi e appoggiò una mano sulla nuca di lei e con forza la spinse sul suo cazzo. Lei adorava farsi affogare di cazzo, ingozzarsene fino a non riuscire a respirare, succhiare finché non sentiva la sborra in gola. Il ragazzo evidentemente si stava sciogliendo del tutto e tra un gemito e l’altro disse “oh dio si, succhia puttana, ti sfondo la gola cazzo…”. A Sara quella furia piacque molto e cominciò a succhiare ancora più forte, voleva farlo venire come un pazzo e ingoiare la sborra di un verginello nel bagno dell’università, proprio come la peggiore delle troie. I gemiti di lui le fecero capire che stava per venire e così fu: gli riversò in bocca tanta sborra e lei lo ingoiò ...