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L'uomo senza nome
Data: 15/12/2020, Categorie: Etero Autore: mikirn82
... le ha leccate, tutte e tre, senza smettere di fissarmi. Gli ho sorriso, quindi l'ho tirato verso di me e l'ho baciato. Le pareti della sua bocca erano cosparse del mio piacere, con le mani esploravo la sua schiena possente. Volevo dargli lo stesso piacere che mi aveva appena donato, l'ho invitato a sedersi di fianco a me. Quando si è spostato ho notato quanto fosse alto, non ci avevo ancora fatto caso. Mi sono messa in ginocchio in mezzo alle sue gambe, guardandolo negli occhi gli ho aperto la zip. Una volta scostate le mutande il suo uccello è balzato sull'attenti, aveva davvero una bella circonferenza. Mi ci sono fiondata sopra, lo volevo da quando l'ho immaginato nel bar. Ho aperto al massimo la bocca, con la lingua stesa sul fondo l'ho fatto entrare fino in gola. Dopo avergli fatto capire fino a dove lo potevo prendere, ho iniziato a muovermi con regolarità. Facevo su e giù, la saliva colava copiosa sui testicoli dell'uomo. Ho potuto dirigere per un po’, fino a quando la sua mano è piombata sui miei capelli. A quel punto ha preso il comando delle operazioni, ho poggiato le mani sulle sue gambe e l'ho lasciato fare. Non mi usava come una bambola, c'era rispetto e dolcezza nella sua guida. A volte mollava la presa per una carezza, ...
... mi stimolava a dargli il meglio di me.- La guardo mentre mi parla e mi masturba, con la mente sono seduto sul sedile del guidatore ad osservarli. -Godevo tantissimo a sentirmi sua, più succhiavo quel grosso uccello, più sognavo il momento in cui mi avrebbe riempita. Quando ho sentito qualche goccia di seme ho alzato gli occhi, lo sguardo dell'uomo mi stava dicendo di prepararmi. La presa sui miei capelli si è fatta forte, un caldo getto di sperma mi è arrivato direttamente in gola. Ho succhiato avidamente ogni goccia del suo piacere, aveva un sapore dolce e fruttato. L'uomo ha lasciato la mia testa, il suo uccello lentamente ha iniziato a rilassarsi. Con la mano lo sorreggevo, con la lingua lo pulivo da cima a fondo. Dal basso lo guardavo, il suo sguardo era serio e compiaciuto. Mi ha detto che ero stata brava, sono le uniche parole che gli abbia mai sentito dire. Mi sono ricomposta e l'ho baciato, quindi ho aperto la portiera e sono uscita. Ho camminato verso la mia macchina, non mi sono mai girata indietro.- Le dico che la storia è davvero sensuale, che lei è la mia maiala preferita. Ha ancora il mio uccello in mano, mi sorride e si inginocchia davanti a me. *Dai racconti; Una nuova amica e La fame della cameriera .