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Giù la maschera (il vicino curioso-parte 3)
Data: 16/12/2020, Categorie: Etero Autore: PescaMelba
... interrogativo, ma lei taceva e continuava a osservare chissà cosa al di là dei vetri. Il silenzio divenne pesante e Claudio sbottò: "Che diamine ho fatto di male adesso? Dimmi! Con te non ne faccio mai una giusta". Silenzio. Lei lo guardò con aria perplessa, ma non ostile. Vide la rabbia di lui salirgli sul viso. E finalmente si scosse. "Tu non hai fatto proprio nulla di male, Claudio. Anzi... E' solo colpa mia, che non riesco a decifrare quello che sento e quello che sono diventata grazie a te." Fece una pausa, respirò profondamente e poi disse d'un fiato: "Forse è meglio che tu vada via. Voglio restare sola". Claudio si alzò, prese un respiro profondo per non parlare d'impulso come avrebbe fatto usualmente e le disse: "No, semplicemente non sono disposto a lasciarti. So che sei spaventata, che non capisci. Anche io lo sono e come te non ci sto capendo nulla. Ma so con certezza che ti amo e non sono disposto a perderti". Domiziana non ebbe la forza di replicare a parole, semplicemente si alzò, lo abbracciò e lo baciò come mai aveva baciato prima. Non servivano parole per dirgli che anche lei lo amava, il suo corpo parlava fin troppo eloquentemente. E non certo solo per l'eccitazione che sentiva crescere in lei e il senso di euforia che si espandeva dal suo plesso solare, ma perché il suo cuore le stava urlando ...
... un sì talmente forte che anche un sordo avrebbe potuto udirlo. Tutto il corpo di lei urlava sì e Claudio lo percepiva chiaramente. Non aveva bisogno di parole di conferma, si sentiva semplicemente sicuro di quel silenzio carico d'amore che lei gli stava offrendo e pieno di umana compassione per quella donna che stava sbocciando per lui. Una donna ti ama così, fiorendo ogni giorno davanti ai tuoi occhi e solo per i tuoi occhi. Quando la vedi sfiorire chiediti il perché. Molto probabilmente hai smesso da tempo di annaffiarla con le tue attenzioni, con piccoli gesti di cura, con i tuoi apprezzamenti. Molto probabilmente hai smesso di ascoltarla e di raccontarti a lei. Domiziana si scostò, lo fissò con il suo sguardo più limpido e luminoso e gli disse " Claudio, non mi chiamo Domiziana. E' un nome che odio, ma lo uso perché mi rende più forte e autoritaria. Ma non voglio più essere Domiziana. Lo sono stata per troppo tempo, per difendermi dalle mie paure. Mi chiamo semplicemente Daniela, amo le pesche e per troppo tempo ho avuto paura di amare perché io per prima mi credevo indegna di essere amata. E adesso sbrighiamoci a vestirci ché altrimenti facciamo tardi per il nostro appuntamento da Bellissima... ho adocchiato un reggiseno con le piume e voglio che mi consigli se prenderlo rosa pallido oppure bordeaux." .