1. Il servizio fotografico, 2° e 3° capitolo


    Data: 17/12/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark

    ... una cosa, prometti di non dirlo né al mio moroso né alla mia mamma?
    
    - Sei impazzita? Io non parlo mai con nessuno di certe cose!
    
    - Te lo chiedo perché io amo il mio moroso e non voglio perderlo. E mia madre sa che ho un debole per te.
    
    Mi girai a guardarla allibito.
    
    - Cosa hai detto a tua madre?
    
    - Che ho un debole per te. Fin dall’inizio, da quando ero minorenne.
    
    - Ma se hai detto che ami il tuo moroso!
    
    - Infatti, ma lui a letto è un bamboccione e allora… Ne ho parlato con la mamma.
    
    - Madonna, penserà che io ci ho provato!
    
    - No, le ho sempre detto che tu non ci hai mai provato.
    
    - Ossignore…! E lei cosa ha detto?
    
    - Mi ha messo in guardia…
    
    - Meno male… Cioè cosa ti ha detto?
    
    - Che se ci fossi stata me lo avresti messo in bocca e nel culo.
    
    Feci una brutta sbandata, ma non uscii di strada. E non parlammo più fino al mio studio.
    
    Una volta arrivati, preparai in silenzio il computer portatile e caricai le foto. Lo collegai a un videoproiettore, ci mettemmo comodi sul divano e lo avviai col telecomando.
    
    Le foto erano bellissime. In tutto me ne sarebbero servite solo una ventina, per cui potevo scegliere davvero il meglio. L’erotismo offerto da certe immagini era di una pulizia eccezionale. Sicuramente intrigavano, ma non offrivano assolutamente nulla di volgare. Era come se avessimo voluto suggerire al mondo di non fare la guerra ma l’amore e senza distinzione di razze. La malizia era mascherata da innocenza, come se le due ragazze non ...
    ... trovassero nulla di male in quello che facevano. Erano donne, punto e basta.
    
    Fatto il primo screening isolando un centinaio di foto che avremmo mostrato alle ragazze, avviammo lo slide-show delle foto di scena scattate da Jasmine.
    
    Forse la chiacchierata di poco prima aveva modificato il mio atteggiamento critico e comportamentale nei suoi confronti, ma trovai subito una fortissima carica erotica in quasi tutte le foto di Jasmine.
    
    Quando le ragazze si erano tolte i collant, lei le aveva riprese nelle situazioni più intime e, direi, volutamente volgari. Lei, contrariamente a quello che avevo pensato fin lì, era brava a fare foto, solo che cercava bel altro rispetto a quello che volevo io. Tutti i dettagli che aveva ripreso li aveva scelti per intrigare me. Non ci volevo credere, ma l’uccello si mise in posizione di lavoro.
    
    - Allora, – domandò Jasmine. – Sono riuscita a farti eccitare?
    
    Non risposi. Poi, quando vidi le ragazze che si erano sedute con le autoreggenti, invece che l’«Angelo Azzurro» che avevo voluto ricreare io, lei aveva tirato fuori il «Diavolo bianco e nero»…
    
    Alla fine, le «foto ricordo» erano l’inno all’erotismo puro. Aveva fatto un primo piano dove si vedeva la mia faccia estasiata stretta tra il pube di una donna bianca e il culo di una donna di colore, incorniciata dai mantelli rossi di Babbo Natale. Non me ne ero accorto, ma ad un certo punto avevo tirato a me i due fianchi portandoli attaccati al viso. Può sembrare assurdo ma, guardando la ...