1. Il verme


    Data: 18/12/2020, Categorie: Etero Autore: Gipsy

    ... chiese ancora scusa per essere entrata, le risposi che non c’era problema, non mi aveva infastidito. Ripresi a segarmi molto lentamente, la guardai, le sorrisi, lei ricambiò il mio sorriso imbarazzata. Le feci cenno di avvicinarsi, si rifiutò. Insistetti e si avvicinò al letto. Le feci segno di sedersi ma disse di no. Continuai con la mia mano per pochi secondi poi presi con la sinistra la sua mano destra e la avvicinai a me. Sentii lei che opponeva resistenza, ma a poco a poco mollò la presa. “Vous voulez toucher?” le dissi, lei rispose con un no imbarazzato. Ma in qualche modo riuscii a farmi sfiorare il cazzo dalla sua mano, ma lei la ritirò indietro liberandosi dalla mia presa. Restò però li, così feci forza sui talloni e mi spostai verso di lei. Aveva le mani nelle mani e il mio cazzo duro era a pochi centimetri da loro. Le feci cenno con la testa ma lei ancora disse di no sorridendo imbarazzata, ma non andava via. Restava li a guardare. Ancora una volta le presi le mani e le appoggiai al mio membro eretto. Non si tirò indietro ma quando le lasciavo la mano, lei mollava la presa. Avevo il portafoglio sul comodino lo guardai, lei capì che lo stavo osservando e feci un cenno verso di esso. “Donner moi de l'argent” disse seria. Io aprii il portafoglio e le feci cenno di prendere quello che voleva. Prese due banconote da 50 e disse “"Pas de sexe, juste la main”, niente sesso, solo una sega. Io le risposi “Et ta bouche”, non potevo rinunciare a una pompa da una bocca così ...
    ... carnosa e vogliosa. “no no no” e fece per andare via. L’afferrai. Le dissi che andava bene, niente bocca, ma doveva spogliarsi nuda. Rifiutò ancora, si girò e andò verso la porta. “Et l’argent?” le urlai. Rientrò, posò i soldi sul comodino. Mi guardò con un misto di imbarazzo e disprezzo. Nel frattempo il mio cazzo non era più duro come prima. Me lo prese in mano, cominciò a segarmi con la mano sinistra mentre con la destra si sbottonava il camicione con le insegne dell’albergo. Lo lasciò cadere. Si tolse la canottiera bianca e mostrò due piccoli seni che puntavano verso l’alto. I capezzoli turgidi per l’aria condizionata. Lasciò per un attimo il mio cazzo, si sbottonò la gonna e la lasciò cadere per terra restando soltanto con un minuscolo slip nero. Riprese a segarmi, la feci girare per guardarle il culo e proseguì con l’altra mano. Le sfiorai le natiche e non mi disse nulla e allora le afferrai con decisione. Erano dure come il marmo. Poi le abbassai le mutande, ma lei se le ritirò su e interruppe la sega. Mi guardò, io le dissi “Ou votre bouche ou votre lingerie, je veux plus”. Si tolse le mutande e si lasciò ammirare. Era completamente rasata e due labbra rosa si stagliavano in quel mondo di nero. Riprese a segarmi, io provai a toccarle la figa e la sentii bagnata, lei però si ritirò indietro. Si mise ai piedi del letto e si piegò in avanti per segarmi così che non potessi toccarla. A un certo punto sentii che l’eccitazione stava prendendo il sopravvento e le chiesi la ...