1. Nel nome del piacere (capitolo 1)


    Data: 19/12/2020, Categorie: Etero Autore: Candido1967

    ... sull’autostrada del Brennero e, dopo l’incontro, uscirò a Modena Nord per fare poi ritorno a casa mia nel centro della città. Il parcheggio era affollato di gente che frettolosamente entrava ed usciva dal bar. Mi guardai intorno per scorgere quell’uomo che poteva corrispondere alla descrizione fattami o quell’utilitaria nera con la quale sarebbe dovuto arrivare. Nulla. Aspettai nervosamente qualche minuto accanto alla mia New Beetle fino a quando vidi entrare nel parcheggio dell’area di servizio quella che sarebbe potuta essere la sua auto. Mi sentivo stranamente emozionata, con le gambe tremanti ed una stretta allo stomaco; cosa insolita per una come me che aveva fatto del “social dating” una regola di vita. Parcheggiò non molto distante dalla mia macchina cosicché potei vedere scendere dall’utilitaria scura un giovane uomo alto e dal fisico atletico. Si guardò intorno, scorse il mio maggiolone e si diresse verso me. Quando mi fu davanti mi chiese “Lorenza, vero?” Con la voce rotta risposi un debole “si”. Era bellissimo. Capelli castani corti incorniciavano un viso dai lineamenti regolari nel quale spiccavano occhi scuri profondi che esprimevano bontà e intelligenza. Labbra carnose ed un sorriso accattivante che brillava grazie ai bei denti bianchi. Pelle liscia di carnagione olivastra. Alto almeno dieci centimetri più di me (che con i miei tacchi arrivo alla ragguardevole altezza di un metro e ottanta) sotto al pullover scuro mostrava un fisico asciutto e ben definito. Era ...
    ... passato meno di un minuto e già pensavo che insieme eravamo una meravigliosa coppia. A mia volta ho la fortuna di un fisico formoso ma sottile, senza la croce della cellulite od alcuna traccia di smagliature. Seno florido (caratterizzato, per inciso, ad un’areola tonda molto larga di color rosa scuro e da capezzoli grandi quasi quanto il ciuccio di un neonato); culo tondo e ben modellato che spesso metto in risalto con pantaloni aderenti e scarpe tacco 12. Mora, capelli lisci lunghi ed occhi scuri valorizzati da ciglia e sopracciglia folte. Rimasi non so per quanto tempo in silenzio ad osservarlo. Poi lui disse “Piacere, Alessandro”. Era questo il vero nome di Ezechiele il Profeta. Avrei subito voluto caricarmelo in macchina, portarmelo a casa e farmi scopare da lui. Ma prima consumammo il “rito” del caffè in un bar gremito di automobilisti di passaggio diretti chissà dove. Alla fine lo convinsi a seguirmi fino a casa mia.
    
    Appena chiuso il mondo fuori dalla porta del mio appartamento gli saltai letteralmente addosso, senza neppure dargli il tempo di levarsi la giacca; posai le mie labbra sulle sue. Lo sentii un po’ intimorito, quasi spaventato da quell’improvviso assalto, ma comunque non si tirò indietro quando gli infilai la lingua in bocca; anzi ben presto la sua si intrecciò alla mia in un viluppo al sapore di caffè. Alessandro, già dalle prime battute nel bar dell’Autogrill, puntò molto sul mettere paletti ben precisi alla nostra conoscenza, essenzialmente due: nessun ...