1. Nel nome del piacere (capitolo 1)


    Data: 19/12/2020, Categorie: Etero Autore: Candido1967

    ... senza tregua. Inarcavo la schiena offrendo ancora di più le mie mammelle alla sua bocca (che si riempiva di quella carne morbida succhiandola e assaporandola come un affamato che si trova davanti un piatto di lasagne dopo un lungo digiuno) e la mia fregna fradicia di piacere al suo cazzo. Venni un paio di volte prima di sentire una scarica calda di sperma riempirmi nel profondo della fica. Alessandro restò immobile in silenzio e con gli occhi chiusi. Mi sfilai il cazzo e lo abbracciai: “Che c’è”? gli chiesi “sensi di colpa per aver tradito la pinzochera?” aggiunsi scherzando. Non mi rispose. Allora lo strinsi forte a me e cominciai a baciare il suo viso “sei meraviglioso Alessandro, quella bacchettona di tua moglie non ti merita. E’ un tuo diritto prenderti con me quel piacere che lei ti nega”. Mi sorrise e rispose a quelle mie parole con un bacio sulle mie labbra ed un “grazie” alleviando così di un poco i rimorsi di coscienza che in quell’istante sembravano affliggerlo. Ma io non ero affatto sazia di lui. Misi un po’ di musica (scelsi un CD dei Massive Attack). Lo rimpinzai con mandorle bianche sgusciate, pistacchi ed arachidi salate; brindammo con del vino bianco fresco; ci accarezzammo sotto le lenzuola parlando di quanto accaduto quel pomeriggio, di che attrazione magnetica vi fosse stata immediatamente fra noi e di come la passione ed i sensi avessero preso il sopravvento sulla ragione. Poi gli dissi “leccamela Alessandro, ne ho una voglia da morire”. Con un colpo ...
    ... secco buttai il lenzuolo a fondo letto, mi sdraia allargando le cosce e spalancando il solco umido che si apre fra esse; spinsi la testa di Alessandro fra le mie gambe e sentii la sua lingua che cominciava ad esplorare con colpi rapidi alternati a lunghe leccate ogni centimetro della mia fica. Cominciai a gemere sapendo che questo lo faceva eccitare poi, mentre lui continuava in quella esplorazione sensoriale, con la mano scesi a cercare il suo cazzo e cominciai a masturbarlo fino quando lo sentii nuovamente duro e pronto per me. Mi sdraiai su un fianco, spinsi una gamba in alto e la posai su di una sua spalla in modo da offrirgli completamente spalancata la mia fessura. Presi la sua mazza e me la infilai lentamente dentro. Era immensa e quando Alessandro cominciò a spingere ed a sbattermela in fica non riuscii più a trattenermi urlando di piacere. Sentivo il suo uccellone quasi in stomaco, lo percepivo mentre si apriva la strada dentro di me spalancando sempre di più le pareti della mia grotta. Lo fermai un attimo, mi sdraia supina e lui, montando completamente addosso al mio corpo cominciò a menare colpi sempre più forti e rapidi tanto che persi conoscenza per qualche istante. Le pareti della stanza sfuggirono dalla mia vista e quando ritornarono Alessandro si era fermato chiedendomi se stavo bene. “Meravigliosamente” risposi dopo quell’orgasmo che aveva sconquassato tutti i miei sensi. Alessandro si inginocchiò sul letto davanti a me; mi prese e mi trascinò verso lui per ...