1. Vivienne. Il provvidenziale conforto religioso di Don Armando.


    Data: 20/12/2020, Categorie: Etero Autore: Tibet

    La mia voglia era provare, provare, provare! Farmi profanare il culo e a mia volta profanare il culo peloso di un uomo! Provai allora il mio primo orgasmo! Un orgasmo travolgente che si prolungava con spasmodiche contrazioni dello sfintere attorno alle dita che lo dilatavano. Continuai a lungo finché la stanchezza mi tolse forza alle dita. Sentivo il buco infiammato ma non sazio. Volevo una cosa grossa, enorme! Una cosa che mi sfondasse proprio! Ma poi? Il rimorso mi attanagliava l'anima! Sapevo di aver peccato contro la mia purezza e non vedevo l'ora di aver modo di chiedere il perdono divino! Tornai con mille speranze di una soluzione da Don Armando che mi ricevette sempre all'oratorio, nel suo ufficio dove potevamo star soli. Ormai sapeva della mia angoscia e mi gettai ai suoi piedi abbracciandogli le ginocchia, non ebbi nessuna difficoltà a confessargli la masturbazione, ma davvero non era mia intenzione provocarlo, no davvero! Lui... amorevolmente mi teneva la testa con le due mani e se la tirava sul grembo, senz'altro in un gesto di sacerdotale partecipazione! Mi chiese come mai ero caduta in peccato e io gli confessai tutto, piangendo! Gli dissi del malefico piacere che provavo ad inserirmi le dita nell'ano e lui volle sapere con quante mi ero penetrata. Non capivo la domanda e lui mi spiegò che era per potermi dare la giusta penitenza. Gli dissi... con due dita, padre... infilate a fondo! A questo punto sentii qualcosa sollevarsi sotto la sua tonaca, qualcosa di ...
    ... davvero grosso e duro, ma non sapevo di cosa si trattasse, volevo solo il perdono e ridiventare casta. Don Armando, preso dalla sua attività pastorale, seguitava a chiedermi cose intime. In particolare voleva sapere quanti orgasmi avevo provato in quella diabolica sessione di masturbazione. Molti... gli risposi, molti e fortissimi! Proprio da farmi restare senza fiato, né forze! Implorai il suo perdono e non notai che aveva il fiato corto, che era paonazzo in viso e rischiava l'infarto, poverino! Tanto era quindi il dolore che provava per il mio peccato? La cosa mi commosse molto. Poi... da quest'attimo tutto si confuse, davvero non so come mai la sua tonaca si alzò fino alla vita, non so capacitarmi come mai le mie mani gli si erano introdotte sotto e ora stavano stringendo con forza un vero serpente di carne! Era quello il famoso serpente che ridusse Adamo ed Eva a comuni mortali, scacciati dal Paradiso? Lo guardai con curiosità mentre senza sapere che stessi facendo gli scappellavo il glande, certo... non era così enorme come quello che mamma spingeva nell'ano di papà, ma mi affascinò il tronco duro come il marmo con grosse vene in rilievo. Sai... cosa mi chiesi in quel momento? Perché Don Armando non aveva biancheria intima? Era possibile che i preti non la indossassero abitualmente o solo Don Armando non la portava? Poi le sue mani tirarono forte la mia testa verso il serpente e mi trovai intenta a baciarlo! Mai avrei immaginato questo! Io... una devota e pia osservante! ...
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