1. La cella (2 parte)


    Data: 27/12/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Colee

    "Le tentazioni vanno combattute con l'astinenza".
    
    Era questo che il parroco del mio paese mi ripeteva ,quando in preda alle pulsioni confessavo tutto , a l'unica persona che ritenevo potesse aiutarmi.
    
    Ne è passato di tempo da quei momenti in cui recitavo la parte dell'ingenuo ragazzo di provincia; Ora infatti in una cella del carcere di Roma ,passo quotidianamente il mio tempo fra i cazzi dei miei compagni di cella.
    
    Aver trovato una specie di equilibrio in cella però , non ha cancellato quanto avvenuto il primo giorno della mia permanenza in carcere, dove nelle docce comuni, ho rischiato di essere violentato .
    
    Ormai i miei compagni di cella sorvegliano i miei movimenti, con il solo fine di ottenere pompini e un culo accogliente e consenziente.
    
    Non che rifiutassi un orgia, ma il timore di esser preso con violenza nelle doccie , per il momento ha prevalso sulla voglia di rivalsa ,con l'uomo che impunemente sventolava il suo uccello invitandomi a concedermi.
    
    Passarono pochi mesi e tutto sembrava normalizzarsi, decisi anche di provare un lavoro all'interno del carcere, così fui assegnato alla lavanderia.
    
    Mi ritrovo così d'inanzi ad una montagna di lenzuola da ripiegare e alla mia destra un altra di altrettante lenzuola da lavare.
    
    Inizio subito il mio lavoro, quando una pacca sulla spalle, mi obbliga a voltarmi.
    
    ""Srefano" : Sono stato assegnato in questa zona , assieme a te. Seguimi ,finiamo il lavoro in fretta e non ci saranno problemi."
    
    Una voce ...
    ... molto virile presentava il mio "collega".
    
    Annuì con il capo, mentre col lo sguardo osservavo il suo copro.
    
    Stefano non è il classico palestrato, ma un corpo davvero virile aveva attirato la mia attenzione.
    
    ""Stefano" : Per lo meno lavori, oltre a fissare il mio pacco! Cerca di essere veloce, potrai ammirarlo sotto alle docce più tardi."
    
    Strinse il suo cazzo sopra ai pantaloni , evidentemente moscio ma pe rnulla piccolo.
    
    "io : sotto alle docce ?."
    
    " Stefano : Per impedire che i detenuti si scambino roba, chiunque faccia un lavoro viene perquisito e fa doccie separate dagli altri detenuti. Non sei contento? Adesso passerai da bagni con trenta persone a bagni con una decina."
    
    Finito il lavoro Stefano mi invitò a far finta di lavorare ancora, in modo tale che l'intera ora venisse pagata, quindi ebbi più tempo per osservarlo.
    
    "Stefano: Hai davvero una gran voglio ? Peccato io sia sposato e non mi interessano gli uomini, vai altrove!"
    
    Si avvicino a me con fare duro e quasi minaccioso.
    
    "Io : Una pompa non è tanto diversa lo sai vero? però decidi tu, se cambi idea non chiedermelo ,prendi quello che vuoi".
    
    "Stefano : Allora non hai capito?".
    
    Spingendomi verso il muro, ora con il solo palmo della mano avvolge il mio collo senza stringere.
    
    Non rispondo , ma con il cuore a mille approfittando della vicinanza al suo corpo allungo la mia mano sul suo pacco, che sento indurirsi al semplice tocco.
    
    "Stefano :Cosa cazzo stai facendo ?"
    
    Urla stefano , ...
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