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Una pizza con mio figlio
Data: 28/12/2020, Categorie: Etero Autore: oltreconfine
"Papà!", mi sento esclamare tra un boccone e l'altro di una pizza che insieme a mio figlio non mi faccio mancare almeno una volta al mese. "Papà, questa volta è la volta buona! Mi sono messo insieme ad una ragazza che ha proprio tutto quello che ho sempre ricercato in una donna: maturità,intelligenza, intuito, classe, dolcezza e un'infinità di altri aggettivi che sin'ora avevo rincorso senza mai trovarli tutti insieme in una sola donna. Ecco, l'aggettivo più appropriato per lei è di essere unica". Alzo la testa, dalla mia bella margherita fumante nel piatto e gli occhi, incuriositi e sorpresi, mi vengono fatti catturare da una foto sul cellulare che mio figlio mi schiaffa sotto il naso. E' bella! Bionda, con gli occhi verdi sorridenti in simultanea con la bocca. Ha un sorriso lieve, senza eccessi di narcisismo sulle labbra. "Complimenti!" gli dico e poi aggiungo: " da come ne parli direi che non è la solita infatuazione alla quale mi hai abituato; questa volta mi pare proprio che ci sia di mezzo il cuore. Te ne sei innamorato!?". Ripone il cellulare, abbassa lo sguardo e armeggiando con le posate senza convinzione fingendo di tagliare un pezzo di pizza, tradisce l'imbarazzo di dover proseguire quel discorso da lui stesso introdotto. "Si",mi risponde a mezza bocca: "sono totalmente preso da Luisa; ma... c'è un problema: è sposata ed ha dieci anni più di me". Questa volta alzo la testa dalla pizza con la certezza che non riuscirò a mangiarla tutta e, preso il bicchiere della ...
... birra, ne sorseggio un pò per mandar giù la notizia. Vorrei fargli mille domande su questa Luisa. Chi è, cosa fa, come l'ha conosciuta, come riesce a frequentarla nonostante abbia un marito, se ha figli e mille altre cose ancora; invece ripongo tutto l'arsenale della mia, sia pure un pò preoccupata curiosità, perchè capisco che ciò che lui adesso desidera, è sentirsi dire da me tutto, tranne che un bombardamento di domande fatte di se, di ma e di però. Non è più un bambino; tanto meno un ragazzo senza testa sulle spalle. Ha quasi trent'anni ed è un affermato libero professionista. I rapporti tra noi, specie durante la sua adolescenza, hanno conosciuto alti e bassi, più bassi che alti a dire il vero, per poi diventare burrascosi sino ad interrompersi quasi del tutto dopo la separazione da mia moglie. Ma ho cercato di stargli sempre vicino, nonostante la sua ritrosia (alimentata dai giudizi della mia ex) per la mia comagnia, sino a quando, finalmente, mi ha restituito la sua fiducia finendo con il raccontarmi tutto della sua vita lavorativa ed affettiva. Anche, ad esempio, i particolari più intimi con le donne con le quali ha intrattenuto fugaci, quanto deludenti relazioni sentimentali. Non faccio in tempo a ripercorrere tutti i flashback che ogni genitore evoca alla presenza di un figlio, che getto lì una qualche considerazione che vuol avere l'intento di allentare la tensione che mi è sembrato di avvertire nel tono della sua voce e gli dico: " a giudicare dalla foto tutto ...