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Una pizza con mio figlio
Data: 28/12/2020, Categorie: Etero Autore: oltreconfine
... che mi dai la tua parola che non ci proverai". "Ma sai che un fugace pensierino ce l'ho fatto?" replico io aggiungendo sornione: "ha 10 anni più di te e poco più di 10 anni meno di me. Una perfetta equidistanza anagrafica, che solo la mia prostata non più tanto ruggente m'impedirebbe di duellare ad armi pari con te. Però ho dalla mia più esperienza se mi consenti" e gli strizzo l'occhio in segno di scherzosa battuta. "Avrai anche più esperienza" replica lui "però ti assicuro che con Luisa il vigore fisico ci vuole tutto e certe volte mi mette letteralmente KO. Proprio qualche notte fa, quando sono andato a casa sua approfittando dell'assenza del marito per lavoro, si è lasciata prendere in tutte le posizioni. A cominciare dal momento che ho varcato la soglia della porta d'ingresso. Mi ha accolto con un intimo bianco ricamatissimo. Era stupenda papà, credimi! Mi ha gettato le braccia al collo ed io l'ho sollevata mentre sentivo le sue cosce stringersi intorno al mio bacino. M'è venuto duro come una pietra e dopo averla messa con le spalle al muro ...
... abbiamo trombato alla grande sempre tenendola in braccio. E' stata un amplesso selvaggio, improvviso... anche se in lei deve esserci stata della premeditazione visto ciò che indossava. Poi sul divano con lei china con l'addome sul bracciolo, si è fatta penetrare analmente e mi ha pregato di venirle sulla schiena e sul culo. Ha un culetto che rasenta la perfezione papà... sembra disegnato dalla mano di Giotto quando descrisse la sua famosa circonferenza. Il mattino seguente ero lì che ancora dormivo che ha ripreso a smanettarmelo dicendomi sottovoce che desiderava fare colazione bevendomi l'anima e poi aggiungendo una domanda: mi ami anche così, quando mi fai diventare una maialina?" Le margherite nel piatto sono quasi ancora intatte; la soddisfazione che però può dare un figlio quando ti chiama e ti considera suo mentore, trasforma quelle pizze ormai fredde ed immangiabili in una pietanza dall'unico sapore che con presunzione mi viene di chiamare orgoglio. Dedico il racconto a tutti i genitori...per il mestiere più difficile che è toccato loro..