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Afflati in ufficio (seconda parte)
Data: 29/12/2020, Categorie: Etero Autore: maxita
... appunto per portare conforto e arance come prescritto, al citofono di uno stabile in zona Navigli appena fuori dai percorsi della movida, sono le 7 di un tardo pomeriggio di aprile che nell’aria preannuncia l’estate. Terzo piano, salgo a piedi per scaricare un po’ di tensione, lei mi apre in versione casalinga casual: “ho la febbre”. Non sta cercando di essere sexy ma la felpa che ha addosso è aperta sul davanti e la canottiera di cotone leggero riproduce fedelmente le coppe del seno e i capezzoli ben disegnati e proporzionati. Il seno è pieno e naturale, lo soppeso mentalmente col palmo della mano, il colorito roseo traspare dal tessuto a cominciare dal confine dell’areola. “Come la febbre? Ma se stamattina…”, “non ero molto in forma, poi mi hai fatto quelle cose…” e nel dirlo mi guarda negli occhi con un sorriso furbo, mi prende la stoffa della camicia sui fianchi e mi tira forte verso di se, cerca la mia bocca con la sua. A qualche millimetro di distanza rimane lì e gioca a sfiorare le labbra, fa uscire un po’ di lingua e indugia con la mia nella terra di nessuno tra le nostre bocche, ho una sana voglia di mischiarmi a lei e ai suoi umori. La storia fra le lingue ...
... si fa seria e nel frattempo anche le mani si danno da fare. Con una frenesia che mi arrapa, afferra e sgancia la cintura, segue il percorso del membro in espansione tra le pieghe dei jeans, lo sente duro e mi manda un mugolio di approvazione. Lo stringe con tutta la forza e lo tiene così qualche secondo, poi alleggerendo appena la pressione ricomincia a scorrere avanti e indietro. La tocco attraverso un paio di pantaloni di cotone comodi, senza intimo. Fin dal primo contatto, appoggio la mano aperta sul suo inguine, sento la fica umida e ricettiva. La sfioro correndo sul tessuto… è carnosa… con un bel clitoride definito e già turgido, nei punti dove sono passato la stoffa diventa più scura, imbevuta. La sento gemere e intanto dice “lo voglio in bocca… vieni qua”, lei è sensuale e liquida. Mi spinge verso il divano e mi fa sedere dopo avermi sbottonato i jeans. Si inginocchia di fianco a me lo afferra alla base comincia a leccarlo lentamente, nel frattempo finisce di sistemarsi portando il culo dalle parti della mia mano destra. Adesso colpi lenti e profondi… reclino la testa sul divano… immergo la mano nei suoi umori e mi lascio, finalmente, andare. Continua(?) .