1. La strega


    Data: 04/01/2021, Categorie: Etero Autore: Spettro82

    Quando entrai gli occhi della donna erano accesi da un fuoco che sembrava renderli spiritati.
    
    Avevo il torso nudo, i muscoli tesi imperlati di sudore e cenere, mentre nella mano destra brandivo l'ascia che era ancora sporca del sangue del suo uomo.
    
    Lei doveva essere qualcosa di simile alla sciamana del villaggio, fuori le urla dei suoi erano quasi cessate.
    
    La lotta era finita, ora restavano soltanto capanne bruciate ed il tempo del saccheggio e dello stupro.
    
    I lunghi capelli biondi si adagiavano su di un seno grosso e rigoglioso, indossava una veste fatta di pelle che doveva proteggerla dal rigido inverno delle Highland, gli occhi erano di un verde innaturale segno e dono della sua condizione di strega.
    
    Entrambi sapevamo cosa stava per succedere, gettai l'ascia sulla pelle di vacca davanti al camino e mi avvicinai guardandola dall' alto in basso.
    
    Il suo corpo era minuto, ma i seni ed i fianchi torniti avevano già acceso il fuoco nel mio ventre.
    
    Gli occhi della strega incrociarono i miei con aria di sfida e disprezzo, poi con mia sorpresa si sputo' in mano e dopo essersi girata appoggiandosi al tavolo si alzò oscenamente il vestito e si passò lo sputo tra le sue cosce.
    
    Liberai la mia carne e la presi per i capelli, la strega docilmente alzo' il culo e cercò il cazzo spostandolo leggermente in fuori.
    
    La penetrai fino ai coglioni come la mia lama aveva fatto poco prima con il suo uomo.
    
    Scivolai dentro con decisione, lo stupro sarebbe stato rapido ...
    ... e impersonale, lei doveva essere solo un buco da offendere e nel quale svuotare la tensione della battaglia ma mentre la prendevo sentivo il suo corpo fondersi al mio come se la cosa le provocasse piacere.
    
    La sua fica era un forno caldo ed osceno e i movimenti del suo corpo mungevano la mia asta come a volerne risucchiarne la forza vitale.
    
    Lasciai la sua chioma dorata e la presi per i fianchi fottendola con ritmo sempre più deciso, mentre senza alcun pudore lei aveva iniziato a emettere versi degni di una gatta in calore.
    
    Quando il mio seme le inondò le viscere la sentii esplodere in una fragorosa risata, si divincolò approfittando del mio orgasmo e dalla sua bocca uscirono parole nere e incomprensibili.
    
    La veste strappata le era scivolata a terra.
    
    La donna era una visione terribile ed al contempo bellissima.
    
    Non riuscivo a muovermi, mentre nuda incombeva su di me con i nostri umori che le colavano lungo le cosce.
    
    Poi la strega pronunciando una maledizione antica come la notte si ficcò due dita tra le cosce e dopo averle infradiciate di umori tracciò sulla mia fronte un segno malvagio usando il mio piacere come fosse un inchiostro osceno.
    
    Questa fu l'ultima cosa che vidi prima di svenire, quando uscii barcollando dalla capanna la vidi appesa ad un albero cosparsa di pece poco prima che venisse data alle fiamme, mentre i miei compagni la schernivano e maledicevano.
    
    Cercai di lavarmi in ogni modo la fronte ma quel marchio d'infanzia non venne mai più ...
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