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Piacevoli imprevisti
Data: 06/01/2021, Categorie: Etero Autore: passepartout
... suo seguitava a leggere il libricino e di tanto in tanto, si carezzava il seno e sembrava volersi toccare, strusciando con il palmo della mano la gonna, all’altezza del pube. Verso le 11.00 si alzò e si diresse nel vagone ristorante, lasciai che uscisse dallo scompartimento e poi con impacciata non curanza la seguii. Mi sedetti ad un tavolino in compagnia di due uomini d’affari, che mangiavano con fretta e continuarono a parlare di titoli di borsa per tutta la mezz’ora che si fermarono insieme a me. Lei era seduta al bancone, la gonna scorreva sulle cosce, aveva un profilo posteriore notevole, mi attardai a riflettere a come poteva essere interessante afferrarla per i fianchi e immergersi in quella carne fremente e calda, notai che avevo avuto un’erezione, strinsi le gambe sotto il tavolo, lei sorseggiava un aperitivo, mangiando delle patatine, gettò l’occhio distrattamente lo sguardo verso di me, finsi di essere interessato solo alla mia scaloppina. Dopo circa un’ora, un aperitivo e un’insalata mista, pagò e si diresse di nuovo verso lo scompartimento. Mi affrettai a terminare il pranzo, chiesi il conto e mi accinsi a tornare al mio scompartimento. Quando vi giunsi, non la trovai, mi guardai intorno, tirai fuori il biglietto per controllare se il posto fosse proprio quello e appurato che non ero in errore, uscii di nuovo dallo scompartimento, credendo che si fosse volutamente allontanata da me. Mentre ero accanto al bagno, sentii dei mugolii, avvicinai l’orecchio alla porta ...
... e nonostante il rumore delle rotaie, mi convinsi che erano gemiti di donna, provai ad abbassare la maniglia e con mia grande sorpresa, mi resi conto che la porta era aperta. La ragazza era di spalle, la gonna arricciata sui fianchi, il perizoma che avevo ammirato precedentemente era a terra, la gamba destra sollevata e poggiata su un ripiano e la mano sinistra fra le cosce, mentre la destra strapazzava i capezzoli del seno. “Entra e chiudi la porta!” biascicò con voce roca e profonda la ragazza, dovevo essere diventato rosso in volto, perché sentii un calore avvamparmi fino all’attaccatura dei testicoli, feci come aveva detto, richiusi la porta alle mie spalle, questa volta col chiavistello. Lei si girò, e mi baciò profondamente, lasciando scivolare la sua calda lingua in fondo alla mia gola, continuando a muoverla forsennatamente, poi mi prese la mano e la mise fra le sue cosce, bollenti e zuppe di umori, le mie dita sottili, cominciarono a solleticare il clitoride, i suoi mugolii ripresero avidamente, di tanto in tanto lasciavo che due e anche tre dita entrassero dentro di lei, spingendole fino al collo dell’utero, poi mi gettai sui capezzoli turgidi, succhiandoli e leccandoli con ingordigia. Mi accorsi che la sua mano era scesa dentro i miei pantaloni, estraendo il cazzo congestionato dall’eccitazione, cominciò a masturbarlo, lentamente, poi si abbassò e con sorprendente maestria dopo un assaggio in punta di lingua, lo fece scomparire nella sua bocca, fino allo scroto, che ...