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La vacanza tanto attesa.
Data: 08/01/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: SalBsx
... sistema usato prima per farmi alzare, mi faceva ruotare su me stesso spingendomi spesso contro il muro non prima però di avermi tolto la cintura ed avermela fatta assaggiare diverse volte sia dal lato della fibbia che dall’altro. I miei pantaloni, mancandone il naturale sostegno di cuoio, erano scesi quasi a metà culo perciò, mentre mi teneva inchiodato con la sua cosa fredda e appuntita piantata tra le scapole, “Tritacapezzoli” mi ha afferrato gli slip e tirandoli con forza li ha strappati e sfilati provocandomi un gran dolore ai gioielli e alla riga del culo. Non contento mi ha buttato di nuovo a terra, mi ha preso a calci e cinghiate e se ne è andato grugnendo soddisfatto. Ogni tanto tornava, mi schiacciava le palle, grugniva e mi dava qualche cinghiata, rideva e mi punzecchiava, mi tormentava i capezzoli, mi faceva sentire il freddo della sua cosa tagliente e poi andava via, ritornava ancora per farmi le stesse cose e se ne andava di nuovo e così via per un tempo indefinito che non riuscivo a quantificare perché ero sempre immerso nel buio. Non avevo modo di difendermi, ero terrorizzato, avevo freddo, mi sentivo a pezzi e senza volerlo sono svenuto: di nuovo. Mi ha svegliato all’improvviso quel gran figlio di puttana mettendomi due belle mollette sui capezzoli così da farmi schizzare in piedi e dopo il solito trattamento con l'aggiunta di una manata piuttosto potente sui coglioni, ha iniziato a spingermi avanti e indietro e io obbedivo saltellando come un canguro perché ...
... ovviamente si era ben guardato dallo sciogliermi le caviglie. Sarò caduto e andato a sbattere almeno cento volte mentre lui se la godeva e abusava dei miei capezzoli torcendo le mollette per farmi rialzare e la mia cintura per farmi ripartire ed indirizzarmi apposta verso il prossimo ostacolo, l’ultimo dei quali era di certo un tavolo o una scrivania perché ci ho picchiato contro i coglioni e mi ci sono sdraiato sopra impossibilitato a rialzarmi grazie alla cosa fredda e tagliente piantatami subitaneamente sulla nuca. Era chiaro che secondo lui dovevo rimanere fermo e zitto ma non ci riuscivo. Tremavo di freddo e di paura, gridavo di smetterla e cercavo aiuto ma ho continuato a prendere ginocchiate nel culo e frustate sulla schiena e sulle natiche semi scoperte fino a quando un rumore di passi, di sedie che si spostavano e voci che parlavano in una lingua incomprensibile lo hanno distratto e…calmato. Ho preso coraggio e ho chiesto alle voci di lasciarmi andare ma per tutta risposta ho preso una gomitata sulle reni, ho tentato di muovermi e ne ho guadagnata un’altra, allora ho urlato spiegando cosa pensassi delle loro mogli, madri, figlie e sorelle, ho strillato, gridato e minacciato mandando chiunque ci fosse lì intorno affanculo scoprendo però a mie spese che tutte quelle invisibili facce di merda se vengono mandate dove è giusto che vengano mandate, capiscono benissimo l’italiano, si offendono, la prendono male e si vendicano pure! Passata la sfuriata di sberle, mollette, ...