-
La bambolina
Data: 11/01/2021, Categorie: Etero Autore: AlterEgoPr
... quelle cose. Ognuno torna al proprio ovile sua come può; io ero a piedi nonostante il freddo, e quel pezzetto di strada mi ha riportato alla realtà facendo svanire l’effetto dell’alcool che usciva sottoforma di nuvolette di vapore caldo dalla mia bocca. Arrivo a casa, mi faccio una bella doccia e mi metto a letto a leggere. DIN DIN…messaggio…ERA LEI!!! Non ricordo il testo esatto ma era qualcosa tipo “mi sono divertita, grazie della bella serata”. Per quanto ne sapevo poteva averlo mandato a tutte le altre anche. Le rispondo laconico qualcosa sul genere “anche io, grazie mille. Sei stata una perfetta padrona di casa”. Niente di compromettente insomma: la squadra girava bene, si vinceva, c’era un bel clima. Pensavo non fosse il caso di miniare quella bella stabilità con un maldestro approccio sessuale. Metti che non ci sarebbe stata? Le donne tra di loro parlano, eccome se parlano, di cose come queste. Ma sapete che c’è? Non me ne fregava niente e mi sono lanciato. “è mancato solo un bel bacio di auguri J” …testuale, così. Simpatico no? Non troppo compromettente, laconico quanto basta, sbarazzino il giusto con quell’emoticon finale. Lei risponde “…già…”. L’erezione è istantanea, violenta. Le dico che se avesse voluto sarei potuto tornare da lei per il bacio della buonanotte e lei dice “magari…” (questi messaggi sì, me li ricordo testualmente). Pensavo di essere troppo ubriaco e che non fosse vero. Il mio sogno erotico che si sta realizzando? Ma scherziamo? A ...
... me?! Naaa, impossibile. Ma decido di continuare ugualmente a sognare, mi rivesto, esco (ormai erano le 3 del mattino, e per fortuna i miei mi hanno lasciato sempre molta libertà di movimento). Entro nel palazzo e dopo una infinita salita in ascensore si aprono le porte scorrevoli e casa sua era aperta, per me, appena illuminata da un faretto acceso in cucina. È in pigiama, seduta sul divano, emozionata almeno quanto me. Non diciamo niente mentre entro, mentre mi siedo e mentre ci baciamo sul suo divano, che poche ore prima aveva visto una allegra brigata bere e divertirsi. Ci baciamo e inizio a carezzarla; il pigiama è liscio, di quelli che per dormire sono di una scomodità estrema secondo me. Ma da sfiorare è il massimo. Le spalle, piccole e ossute, la vita non troppo pronunciata ma reattiva al mio tocco, e poi le tette…quelle tette su cui tante seghe mi ero fatto immaginandole per filo e per segno. Le sfioro prima, ansima, ha uno spasmo e così decido di affondare il colpo e le stringo, forte, al limite del dolore e il suo spasmo diventa un ansimare costante nella mia bocca. Le piaceva! E a me di più. La spoglio, lì sul divano e me la guardo, come un quadro senza toccarla, per qualche secondo. Lei è imbarazzata, si vedeva che nessuno l’aveva mai guardata così, ma si lascia guardare. Erano esattamente come le avevo immaginate: perfettamente tonde, sode, con areoli grandi e capezzoli paffuti e piccoli. E scure come la sua carnagione. Ho iniziato a baciarle, a succhiarle piano ...