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Moana e Carlo, un amore nato in un privè.
Data: 14/01/2021, Categorie: Etero Autore: Stephan Zanzi
In quel periodo, il lavoro allo strip bar, mi andava più che bene. Guadagnavo bene, avevo un gran numero di ammiratori ed ero desideratissima. Cosa potevo volere di più? Magari una relazione più stabile. Con Berni non andava alla grande. Sapevo benissimo di quella strana relazione che aveva con mio fratello e la sua ragazza, ma non gli avevo detto nulla. Ma dentro mi rodeva un po'. Forse me lo meritavo un fidanzato così. Era il prezzo da pagare per le mie continue scappatelle. La legge del contrappasso. Ma questa cosa non mi stava granché bene. Soprattutto non mi stava bene il fatto di avere un fidanzato che si inculava mio fratello alle mie spalle. Se m'avesse messo le corna con un'altra ragazza sarei stata sicuramente capace di perdonarlo. Ma mi metteva le corna con mio fratello, e questo era davvero strano. Avevo la sensazione che fosse una cosa davvero insana e immorale. Voi penserete: ma senti chi parla di immoralità! Avete ragione, ma anche la mia immoralità ha dei limiti. E qui il limite era già stato oltrepassato. In ogni modo, come stavo dicendo poc'anzi, ero ritornata allo strip bar, e zio Giuliano mi prese in disparte per farmi un discorsetto. Sapevo benissimo che quello che mi avrebbe detto era legato alla scenata che aveva fatto mia madre il giorno prima, e infatti mi ero preparata a controbattere a quello che mi avrebbe detto.- Ascolta Moana, ieri quello che mi ha detto tua madre mi ha ferito tantissimo. Io le voglio molto bene, e non le farei mai niente di ...
... male. E se il fatto che tu lavori qui non le sta bene, allora preferisco mandarti via.- Zio, non ti preoccupare. E' tutto risolto. Mamma fa sempre delle sfuriate pazzesche, però poi si calma. Sono abbastanza grande da decidere da sola quello che devo fare.- Va bene, come non detto. Dopo le telefono e chiarisco direttamente con lei questa storia.- Bravo, mi sembra la cosa giusta. A quel punto andai a cambiarmi e indossai i miei vestiti da lavoro super scollacciati. Dopo il terzo drink che portai ai tavoli, e dopo numerose sculacciate affettuose da parte dei clienti del bar, il barman mi chiamò e mi disse che c'era un cliente che voleva vedermi nel privè. Nel locale c'erano infatti dei privè, cioè dei tavoli nascosti dietro a delle tende, dove i clienti, se lo richiedevano, e sganciando una bella mancia, potevano intrattenersi con alcune di noi. A me non era mai capitato, però alle mie colleghe, che erano lì da più tempo era capitato numerose volte. Alcune coi clienti ci avevano fatto sesso, altre invece ci avevano scambiato solo delle romantiche effusioni. Infatti io, quando il barman mi disse che qualcuno mi voleva nel prive', non avevo la più pallida idea di quello che avrei dovuto fare. Mi sarei anche potuta rifiutare, infatti non ero obbligata a farlo. Nessuna di noi era obbligata a fare cose contro la nostra volontà. Però pensai subito a quello che ci avrei guadagnato. Di solito, a quello che mi raccontavano, i clienti che usavano il privè erano molto ...