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Moana e Carlo, un amore nato in un privè.
Data: 14/01/2021, Categorie: Etero Autore: Stephan Zanzi
... generosi. Allora mi feci coraggio e mi preparati ad affrontare quella nuova esperienza. Senz'altro, pensai, ad aspettarmi dietro la tenda del privè ci sarebbe stato un vecchio scorregione, ultrasettantenne, con l'alito cattivo e il cazzo moscissimo. E invece dovetti ricredermi. Quando entrai nel privè mi trovai di fronte ad un ragazzo di una ventina d'anni, un pò stempiato ma con un bel corpo. Pensai subito che sotto quel completo elegante da sera doveva esserci proprio un corpo ben fatto. Allora richiusi la tenda alle mie spalle e mi misi a sedere al tavolo con lui.- E tu chi sei? - gli domandai. - Non ti ho mai visto qui allo strip bar.- Sono una persona molto discreta - rispose. Mi diede subito l'impressione di un uomo molto sicuro di sé, per niente impacciato con le donne. E poi mi sembrò da subito anche molto elegante nei modi, e molto acculturato anche. Si chiamava Carlo. Versò del vino in due calici e me ne porse uno. Ripeto, non sapevo come andavano le cose nel privè, quindi non sapevo esattamente come comportarmi. Cominciai a farmi un'idea e pensai che dopo il vino si sarebbe tirato giù la lampo dei pantaloni e avrebbe tirato fuori il cazzo, e io avrei dovuto lavorarmi il suo palo con la bocca. E invece non andò così. Parlammo, come due vecchi amici. Lui mi domandò se ero fidanzata, e io gli raccontai della mia relazione con Berni e dei relativi problemi legati ad essa. Poi lui mi parlò della sua ragazza, e dei problemi che aveva con lei. Era una ...
... ragazza troppo fredda, mi disse. Mai una trasgressione, mai un vestito più scollato del solito o della lingerie più provocante, ma le solite mutandine comprate al mercato con i disegni degli orsetti sopra. Insomma, un disastro. La nostra più che una discussione sembrava uno sfogo, e sembrava proprio che ne avessimo bisogno entrambi. E dopo aver raccontato le nostre difficoltà sentimentali mi venne una voglia di amore accecante, un raptus incontrollabile.- Povero ciccino - dissi, e mi inginocchiai tra le sue gambe e con una mano raggiunsi il suo pacco, che trovai già bello duro. - Da quanto tempo non te lo prende in bocca?- Tanto, troppo tempo.- Amore... adesso ci penso io - gli abbassai la cerniera dei jeans e tirai fuori il suo cazzo duro e spalancai gli occhi. Era un cazzo davvero splendido, bello grosso, con un glande rosso fuoco, enorme, e un'asta che non finiva mai. Me ne innamorati subito e ci strofinai le guance sopra, poi lo tempestai di baci, da sotto a sopra. - Lo sai che hai proprio un gran bel cazzo? - lo presi con una mano e lo tenni dritto, studiandolo in ogni minimo particolare. Era veramente un capolavoro. - La tua donna non sa cosa si perde. A quel punto lo misi in bocca e cominciai a lavorarmi la cappella con la lingua, e lui mi guardava con un sorriso di approvazione. Ma la nostra conversazione proseguì. Gli domandai se era un cliente abituale del bar, e lui mi disse di no. Mi disse che era la prima volta che tradiva la sua fidanzata. Intanto io proseguivo ...