1. Il rivale II parte


    Data: 22/01/2021, Categorie: Etero Autore: Nadim

    Erano ormai passati due anni dall'incidente ed era riuscita finalmente ad ottenere un contratto di lavoro stabile in una struttura di assistenza psichiatrica. Per festeggiare questo traguardo organizzò una cena invitando una decina di persone a lei vicine. Tra queste vi era anche Massimo, un medico di base cinquantenne con cui era uscita qualche volta negli ultimi mesi. Fra me e lui fu subito reciproca antipatia. La cena, sobria ma deliziosa si era conclusa intorno alla mezzanotte ma io e Massimo ci eravamo soffermati per aiutare Annalisa a rimettere in ordine. Per me questo era un gesto assolutamente normale. Non riuscivo a comprendere, invece, la permanenza del dottore. Annalisa me ne aveva parlato come un discreto corteggiatore a cui lei non aveva concesso altro che una educata attenzione di cortesia. Dal canto suo Massimo non aveva fatto altro che alludere, ogni volta che Annalisa era fuori dalla portata d'ascolto delle nostre conversazioni, ad un reciproco e profondo coinvolgimento affettivo e sessuale. Inoltre tendeva sempre a sottolineare una presunta inopportunità della mia presenza. Quel tipo mi sapeva di viscido e mi ero fatto punto d'onore non andar via da quella casa prima di lui e quindi concedergli di restar solo con Annalisa. La nottata si trascinava quindi fra sigarette e giri di grappa e rum. La nostra ospite sembrava divertita da questa situazione e non sembrava avere intenzione di risolvere quel conflitto invitandoci ad un commiato contemporaneo. Mancava ...
    ... poco meno di un'ora all'alba. Io mi avvantaggiavo nella mia più giovane età e dell'abitudine alle notti della movida. Il dottore invece arrancava soprattutto perché lo provocavo alla bevuta portandolo ben oltre le sue soglie di resistenza. Alla fine capitolò e cominciò beatamente a russare raggomitolato sulla poltrona. Anche Annalisa cominciava a sentire la stanchezza della giornata e si adagiò sul divano. Le proposi un massaggio rigenerante millantando grande esperienza. Lei sapeva che non era vero ma scelse di stare al gioco. Si assentò qualche minuto dalla stanza tornando vestita con uno short ed un top a canottiera e porgendomi un flacone di olio per il corpo. Si distese prona sul divano. La posizione non era molto agevole ma mi ci adattai. Più che un massaggio era una carezza delicata. Percorrevo il suo corpo rilassato con le mie mani unte. Toccavo ogni lembo di pelle con dolcezza ed un pizzico di malizia. Quel contatto non mi era indifferente, anzi sin da subito mi aveva provocato una violenta erezione. Di tanto in tanto guardavamo Massimo che appariva preso da un sonno pesante e profondo. Questo particolare la rassicurò e convinse a togliere il top, che sporcato dall'olio tendeva ad appiccicarsi sulla pelle. Non aveva indossato il reggiseno e la guardavo estasiato vestita solo da uno short. Era sempre distesa a pancia in giù e non potevo vederle i seni ma era ugualmente uno spettacolo altamente erotico. Ero passato intanto a "massaggiare" le gambe. Le percorrevo per ...
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