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Il rivale II parte
Data: 22/01/2021, Categorie: Etero Autore: Nadim
... l'intera lunghezza, le carezzevo i piedi sino alle dita e nel risalire osavo sino all'interno coscia sfiorandole l'inguine. Il suo respiro si era fatto roco, e ad ogni passaggio sulle cosce divaricava leggermente le gambe per consentirmi un contatto più deciso con le labbra vaginali. Ogni tanto trasalivamo per uno sbuffo o un lamento di Massimo, ma ormai il desiderio ci aveva preso ed era indubbio che buona parte della eccitazione traesse linfa proprio da quella insolita presenza. Alle mani avevo aggiunto le labbra che percorrevano la schiena fino al collo, le dita s'erano fatti audaci ed entravano nel suo sesso dischiuso e bagnato. La stavo masturbando e lei mi incitava con ansimi e mugugni di piacere. Caduta ogni residua remora si girò e ci intrecciammo in un lungo e vorace bacio. Letteralmente ci stavamo divorando, dimentichi ormai della presenza del dottore. Ci staccammo a fatica, ma io desideravo vederla nuda. Le sfilai lo short ed il perizoma e mi dedicai ad un appassionato cunnilingus mentre le mie mani stringevano con voluttà i suoi bellissimi seni sodi e sormontati da due grossi capezzoli. Leccavo con goduria le sue labbra aperte. Erano grandi e carnose, con un clitoride pronunciato e sensibile. Mi teneva la testa con le mani e ripeteva il mio nome come in trance. Mi fermai poco prima che il suo orgasmo esplodesse e, limitandomi ad abbassare i pantaloni giusto il necessario per liberare il mio cazzo, le entrai dentro con un affondo deciso e secco. Era così bagnata ...
... che sembrava m'avesse quasi risucchiato. La sua figa calda pulsava intorno al mio sesso. Bastarono poche spinte per esplodere in un orgasmo simultaneo. Spruzzai il mio sperma sulla sua pancia e sul seno. Alcuni schizzi le arrivarono sul viso. Eravamo sfatti da quell'amplesso che, per quanto breve, era stato torrido ed irruente. Restammo abbracciati a baciarci per qualche minuto, poi lei si allontanò per recuperare dei fazzoletti e ripulirsi un po'. Approfittai di questa sua assenza per avvicinarmi a Massimo. Sembrava sempre dormiente ma avevo la sensazione di un qualcosa di artificioso, come se si fosse svegliato e nell'imbarazzo avesse scelto di continuare a far finta di dormire. Annalisa ritornò ancora nuda. Ne fui piacevolmente sorpreso. Ero quasi sicuro che sarebbe ritornata vestita e contrita per quel momento di follia erotica. Invece con uno sguardo mi chiese solo conferma del sonno del dottore. Mi limitai ad annuire senza esprimere i miei dubbi. Speravo, anzi volevo, che il tipo fosse sveglio e che assistesse al nostro erotismo. Desideravo umiliarlo e l'idea che tutto potesse avvenire senza che lui ne avesse coscienza mi infastidiva. Nel frattempo Annalisa mi aveva ricondotto sul divano e mi stava sollazzando con un dolcissimo pompino. Leccava tutta la lunghezza dell'asta, vellicava il glande, ne suggeva la punta e poi ridiscendeva sullo scroto e fino al perineo. Ogni tanto abboccava oppure massaggiava l'asta facendola insinuare nel solco dei seni. Anche se stordito da ...