1. Il cuore ha piu' stanze di un bordello


    Data: 06/02/2021, Categorie: Etero Autore: ssbbw69

    Vestita di tutto punto mi ripresento in cucina dove Andrea, i fianchi coperti da un grembiule da cuoco e niente altro addosso, sta finendo di sparecchiare i resti della cena.
    
    Lo guardo e penso che sia incredibilmente bello: alto, snello, flessuoso, un corpo tonico che non tradisce la sua età, un viso attraente dove gli occhi verdi catturano lo sguardo e una bocca, carnosa e ben disegnata, che invoglia al bacio.
    
    È quasi l'una di notte, l'ora in cui di solito, dopo il sesso e dopo la cena, Andrea si assopisce su di me e sul divano mentre io guardo un film oppure torniamo a letto, indecisi fra sesso e coccole.
    
    Di solito.
    
    Non questa volta.
    
    Questa volta lui mi guarda stupito e mi chiede: "dove vai?"
    
    Potrei mentire, potrei dire che me ne torno a casa mia. Lui sa quanto non sopporti dormire nel letto con qualcuno e sa che spesso, mentre dorme, sparisco senza far rumore e scappo a casa.
    
    Ma mentire non mi piace: è l'arma dei pavidi, dei deboli, e io non sono né l'una né l'altra cosa.
    
    "Vado da Fabrizio" rispondo con molta semplicità.
    
    Andrea mi sorride: "sei incredibile!"
    
    " Ma no - replico scuotendo la testa – è che io amo entrambi".
    
    Andrea mi abbraccia e non fa niente per trattenermi: sa che sarebbe inutile.
    
    La notte milanese è fredda e umida e per un attimo mi pento di non essere rimasta al caldo del piumone e dell'abbraccio di un uomo bello e gentile.
    
    Avvio il motore e la spia arancione mi ricorda che sono in riserva da 20 chilometri.
    
    È ...
    ... l'una di notte passata, sono a Milano, sto in riserva, devo raggiungere un paesino a una sessantina di chilometri di distanza, non possiedo un navigatore, ho uno spiccato senso del disorientamento, sono intontita da sesso, mojitos e canne, non sono più una ragazzina e ho una spiccata propensione a infilarmi in questioni complicate.
    
    Posso farcela.
    
    Mentre mi perdo e mi ritrovo più volte, ripenso alla serata appena conclusa: le mie urla di piacere sul letto sfatto, l'appagamento e il godimento nel sentirmi scopata con abilità dal cazzo più grosso che abbia mai provato in vita mia, le attenzioni speciali con cui Andrea cucina per me e prepara il mio cocktail preferito, le chiacchiere, il fumo.
    
    La serata perfetta con l'uomo perfetto.
    
    Poi i messaggi di Fabrizio: non era in previsione vederci, gli rispondo che sono a Milano con amiche. Lui insiste per vederci. Io accetto.
    
    Sorrido di me stessa e mi chiedo fin dove arrivi l'amore e dove invece non inizi questa insoddisfazione perenne che mi divora l'anima.
    
    Voglio tutto, sempre, comunque. Voglio tutto e anche di più.
    
    Al telefono, Fabrizio mi aiuta a uscire da Milano: tangenziale, poi autostrada. Quando esco al casello, conosco la strada per arrivare da lui.
    
    Sono le due del mattino. Parcheggio a due passi da casa sua e mi infilo rapida su per le scale.
    
    Due rampe, cucina.
    
    Sfilo la giacca, mi accendo una canna.
    
    Lui sta dormendo di sopra e io voglio centellinare il sapore dell'attesa.
    
    Mi rilasso sulla ...
«123»