-
Oscurità seducente
Data: 08/02/2021, Categorie: Etero Autore: Iperuranio_80
Quella notte era cominciata come tante altre per me. Un sabato sera per dimenticare tutto e tutti, per lasciarsi andare alla musica, al ballo e magari bere qualcosa. Non sono mai stato un amante dei luoghi di ritrovo tradizionali. I locali alternativi sono sempre stati la mia meta preferita. Quella sera, al Darkness, non ero intenzionato a cercare compagnia. Ero solo e volevo rimanerlo, godermi la musica, le luci e la visione degli audaci abbigliamenti degli altri. Ormai a notte inoltrata, mentre ero seduto su un divanetto esausto per aver ballato ininterrottamente, apparve lei come una visione. C'erano molte bellissime ragazze nel locale, con quei look alternativi che sempre avevano stimolato la mia fantasia, ma quando lei si presentò davanti a me, sulla pista da ballo, il cuore sembrò fermarsi per un secondo. Con il cuore in gola la vidi prendere posto sotto le luci intermittenti. Altera come una divinità greca. Una ragazza di non più di vent'anni con la pelle più squisitamente candida e perfetta che avessi mai visto. Lunghi capelli neri le cadevano come una cascata intorno al visto. Gli occhi azzurri come il ghiaccio lampeggiavano in ogni direzione, come se avessero avuto il potere di incenerire un uomo con un solo sguardo. Era piccola ed esile, un corpo da ballerina avvolto in corsetto rosso che fasciava come un guanto la sua figura divina. Gonne di tulle a più strati le cadevano lungo le gambe perfette, sopra alle calze autoreggenti nere. Una vera visione ...
... di leggerezza e di grazia. Un'apparizione che mi costrinse quasi a sollevarmi da dov'ero per andarle incontro in totale adorazione. Prima di rendermene conto ero già davanti a lei, che ondeggiava lentamente al suono dell'intro del pezzo che il dj stava suonando. Incantato come un serpente, gli occhi fissi nei suoi, seguii il suo lento ritmo. Poi la musica cominciò a salire. I suoni intensi del basso, il synth che lo inseguiva. Una musica oscura e seducente come colei che mi trovavo a venerare. Ballammo. Per ore, un pezzo dopo l'altro, senza mai fermarci. La mia anima perduta nel ghiaccio del suo sguardo. E più ballavamo e ci accaloravamo, più i nostri corpi si avvicinavano inconsapevolmente, per accarezzarsi con la leggerezza di una foglia caduta sull'acqua. Ma più dei corpi forse erano le nostre anime ad essersi toccate. Senza dire una parola, senza bisogno di niente. Semplicemente ESSERE. Là in quel momento, in un battito di ciglia. Non ricordo nemmeno come andarono le cose, ma mi ritrovai a casa sua. Non ricordavo come la dea mi avesse rapito dal locale conducendomi là. Ma eravamo in quel luogo. Una piccola casa graziosa. Io e lei uno accanto all'altra su un divano antiquato. Ancora ero perso nei suoi occhi, le mie mani poterono soltanto salire al suo viso per accarezzarne la levigata perfezione. Labbra rosse così vicine alle mie che potevo sentire il suo respiro. Un vago aroma di menta. Poi eccole percorrere la liscia e voluttuosa notte della sua chioma. ...