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Principessa sara
Data: 09/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: JoeSex
Sapevo già che il profumo della sua pelle mi avrebbe portato alla mente distese infinite di mare, echi di passeggiate sulla spiaggia, e lo scintillio intermittente del faro. Il colore era ambrato, al tocco riuscivo a percepire il battito del suo cuore, il sangue caldo scorrere nelle vene, fluire al cervello, e tornare giù nel suo ventre. Appena la vidi capii che era lei. I suoi lunghi capelli castani rimbalzavano sulla schiena con colpi leggeri, e l’andatura del passo lenta e silenziosa li lasciarono presagire l’esito dell’incontro. All’inizio ci fu uno scambio di baci, timidi baci appoggiati sulle guance. E i sorrisi di circostanza dovuti prevalentemente all’enorme imbarazzo della situazione. D’altra parte ci eravamo scritti solo un paio di volte, ed io le avevo promesso di scriverle un racconto. L’idea di possederla mi stava letteralmente gonfiando di ansia e passione. Anche Sara non aspettava altro che essere la mia Musa erotica. Per quanto tempo non potevamo saperlo, ma ci sarebbe bastato. A quell’ora il parco era chiuso, ma decidemmo di fare due passi fuori, lungo il tracciato esterno. La notte quieta, silenziosa, dormiva con la gente, attaccata a migliaia di condizionatori. Le parole scorrevano dal più e dal meno, passando per questioni di lavoro, affari, aspettative, famiglia, e viaggi. Ogni qualvolta che apriva bocca, tracciavo coi miei occhi il contorno sui suoi, cercando di carpirne le fattezze, e le suggestioni positive. Si fermò ...
... all’improvviso, mi prese le mani. Se le portò ai fianchi, e avvicinò il suo viso al mio. Così vicino, che riuscì a sentire il respiro affannoso e incerto. Mi chiese di andare verso la macchina. Poi cambiò idea, come se nella sua testa si stesse delineando la scena perfetta. Perfetta per noi due, in quel momento. Aveva preparato tutto. Il letto sarebbe stato pulito e fresco, con una leggera fragranza di Chanel, gocce di passione smistate qua e là per l’occorrenza. “Sei sicura?” – le chiesi con voce alquanto tremante. “Certo che si” – rispose senza mezzi termini. Mi trascinò su per le scale, fino al pianerottolo di casa sua. Aprì la porta in modo nevrotico e frettoloso, si chiuse subito dietro di noi. Si appoggiò con la schiena sul mobile della cucina, vicino al fornello del gas. Poi sollevò le gambe e le accavallò ai miei fianchi, afferrandomi la testa. Era l’incipit di un viaggio all’interno di un’anima nobile, e allo stesso tempo selvaggia, carnale. Con la mano destra si alzò velocemente il vestitino nero. Non potetti far altro che infilare la mia bocca nel suo essere femminile. Ondate di calore e sapori cosmici vennero fuori, miscelati alla sua insaziabile voglia di me. Poggiò le mani sul piano di lavoro della cucina, mentre continuava a spingersi in avanti, per cercare l’incastro migliore con la mia lingua. “Ancora” – disse – “Dammene ancora…” Così feci, mentre le mie mani salirono al suo seno. Con le dita presi a solleticarle i capezzoli, duri da far paura, ma ...