1. Principessa sara


    Data: 09/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: JoeSex

    ... molto piacevoli al tatto.
    
    “Ti voglio” – sussurrò – “Adesso, prendimi!”
    
    “Come vuoi” – risposi quasi senza fiato –
    
    Ebbi a malapena il tempo di infilare il preservativo, che le sue gambe fremevano per accogliermi, mi avvicinai piano piano, non entrai subito.
    
    Le feci sentire quello a cui si stava preparando, ero gonfio di me, carico di adrenalina al punto giusto. La sua voce sottile si fece più bassa e gemette nell’istante in cui trovai il varco giusto per l’ingresso. La sensazione più eccitante del sesso è in realtà l’ingresso. Sentire le pareti umide dell’utero, il calore interno, e la pressione attorno al mio membro.
    
    Si muoveva come una forsennata, forse aveva fretta o chè, ma le dissi di calmarsi, che avrei fatto io. Lei doveva solo godere, aspettare, e godere fino in fondo.
    
    Scese giù come una gatta, mi trascinò a passo lesto in camera. L’aria della sera tarda aveva fatto capolinea tra le lenzuola candide e accoglienti. Si tuffò sul materasso, a dimostrazione del fatto che fosse casa sua. Io la seguivo eccitato e un po’ attonito, non sapevo cosa volesse fare e come.
    
    Afferrò il cuscino, lo mise sotto la pancia, la testa su di esso, e il culo all’infuori verso di me.
    
    “E adesso scopami” – disse sorridendo con malizia –
    
    “Dimmelo ancora” – le ...
    ... dissi –
    
    “Ti ho detto di scoparmi, avanti!”
    
    Le mie mani si agganciarono sulle sue natiche, perfette, lisce e muscolose. La presa era buona, così non dovetti far altro che pomparle tutto me stesso dentro. Ogni volta che uscivo e rientravo era un grido accennato di piacere, una boccata di ossigeno e godimento.
    
    Ad un certo punto avvertii che stava venendo, la sua voce si fece sempre più stridula e tagliente…
    
    “Oh mio Dio, mioooo… Diiiio!” – esclamò con la bocca infossata nel cuscino –
    
    Lasciai passare qualche istante, poi decisi di uscire e venirle sulla schiena…
    
    “Oh si, come facevi a sapere che mi piace? Maledetto…” – e sorrise
    
    Il mio fiume caldo le bagnò il fondoschiena e lei gemette ancora un po’.
    
    Restammo nel letto una buona mezz’ora, a parlare di noi, del mondo, delle difficoltà delle persone, della gente che capisce e di quella che non capisce.
    
    Ci chiedemmo se sarebbe successo ancora, come sarebbe stato. Ma le risposte rimasero sospese nel chiarore della luna, a metà strada tra il sogno e la speranza.
    
    Sara era proprio come l’avevo immaginata, e intravista nella foto. Non avrei smesso di sperare che ci saremmo visti ancora, magari in un’occasione diversa e ancora più eccitante.
    
    Il giorno dopo ci aspettava il solito duro giorno di lavoro.. 
«12»