1. Càpita


    Data: 10/02/2021, Categorie: Etero Autore: suve

    Càpita.Càpita che staccando dopo una giornata di lavoro molto impegnativa non si abbia voglia di rientrare a casa dove attendono al massimo la TV, un libro o il computer. Vivo solo, la mia compagna &egrave impegnata, cosa mi impedisce di farmi un calice di relax e magari mangiare qualcosa vista l�ora? C�&egrave quel bar-ristorante poco distante dal lavoro dove vado ogni tanto, &egrave carino, spazioso, tranquillo. Saluto il titolare e mi siedo, trovandolo fortunatamente libero, al posto all�estremità del bancone, vicino ai bagni. E� un po� in disparte e mi consente di guardare tutta la sala. Non faccio particolarmente caso al bicchiere semivuoto a due posti da me e ordino un vino bianco e leggero. Mentre aspetto guardo chi c�&egrave: la solita fauna mista di distinti professionisti in giacca e cravatta insieme a ragazzi, giovani e meno, in abbigliamento sportivo, qualche bella ragazza che spicca, un paio di��chiamiamole milf, che chiacchierano tra loro sbocconcellando qualcosa. E� il momento dello �apericena� (che brutto neologismo) e in tanti si alzano per andare a riempire i piatti al buffet. Da lontano guardo per capire cosa c�&egrave, solitamente piatti freddi o semifreddi un po� sfiziosi, numerosi ed abbondanti. Sono indeciso se accodarmi anche io o spostarmi nella sala attigua, ristorante, per mangiare qualcosa di più classico.- Vieni spesso qui? �La voce dietro di me accompagna un tocco leggero alla spalla. Mi volto e vedo Maria.Maria &egrave la mia ex moglie. Non ...
    ... ci siamo lasciati molto bene però le necessità di crescere nostro figlio ci hanno tenuti in contatto e alla fine &egrave nata una sorta di collaborazione/cooperazione che ha stemperato di molto i toni astiosi dei primi tempi.Si accomoda davanti al bicchiere semivuoto a cui avevo appena fatto caso e mi racconta che un incontro con un cliente si &egrave protratto oltre il preventivato e così lei ha avuto la mia stessa idea su come rilassarsi. Parliamo qualche minuto e lei si sposta più vicino a me, mi aggiorna su nostro figlio, che vive essenzialmente con lei, e apprezzo di avere notizie dal vivo anziché per telefono. Veniamo interrotti brevemente da una telefonata. Parla sottovoce girandosi e intuisco dalla smorfia che fa tornando a voltarsi verso di me che c�&egrave qualcosa che non va, qualcosa che non voleva sentire. Se lo lascia dietro e continuiamo a parlare. Finisco il vino che nel frattempo mi &egrave arrivato e le propongo di getto, senza riflettere, di farmi compagnia a cena per continuare la conversazione. Ci pensa un po� su e poi accetta e ci trasferiamo nell�altra sala. Qui &egrave più tranquillo, pochi tavoli occupati, ci troviamo un tavolino discreto e ordiniamo.E� una cenetta tranquilla, quasi intima se vogliamo, ci conosciamo così bene che ritroviamo subito il feeling di un tempo. Senza patemi parliamo dei rispettivi partner, di come vanno le cose. A parte l�argomento mi sembra di essere tornato indietro nel tempo, a quando stavamo ancora insieme. Avverto una ...
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