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Càpita
Data: 10/02/2021, Categorie: Etero Autore: suve
... specie di suspence tra di noi, le parole che ci diciamo passano in secondo piano rispetto alle espressioni dei nostri volti, al casuale sfiorarsi delle mani. Che stiamo facendo? La sto corteggiando o è lei a corteggiare me? Ogni minuto che passa la vedo più sensuale, una sensazione di caldo mi dice che i miei lombi si stanno risvegliando.Non dovrei ma una volta usciti dal ristorante, al momento in cui dovremmo salutarci, le indico con il mento l�insegna dell�hotel dall�altra parte del viale. Solo un lieve cenno d�assenso da parte sua, le labbra che si distendono in un sorriso ammaliante. Le prendo la mano e la tiro con me imprecando contro un automobilista che ci suona il clacson. Ha ragione lui, stiamo passando col rosso ma è troppa la fretta, l�urgenza che ho addosso.Prendiamo la camera sotto lo sguardo ironico della receptionist che sbriga velocemente le formalità prima di stendermi la card augurandoci �la buona notte�. E� così evidente?Sì, lo è. Appena dentro l�ascensore la abbraccio e la bacio incontrando le sue labbra consenzienti, dolci come le ricordavo, avide come le mie.Dentro la camera getto la valigetta da qualche parte e mi spoglio come in trance mentre lei fa lo stesso. Poco a poco vedo comparire quel corpo che non vedevo da anni. Sì, il tempo ha lasciato il suo segno, la curva delle anche è più piena, il seno è un po� sceso ma mi appare soffice e burroso come piace a me quando allungo le mani a carezzarlo, segno evidente che non ...
... ha ancora ceduto alle lusinghe del chirurgo. I miei boxer sono tesi allo spasimo mentre, fattala sedere sul letto, le sfilo le autoreggenti color carne prima di passare allo slippino nero di pizzo che faccio scendere lentamente sulle cosce. Ora si depila totalmente ed il suo fiore mi appare nella sua magnificenza. Non resisto e infilo la testa tra le sue cosce, riassaporo ciò che un tempo fu mio e come un tempo la sento reagire subito al primo tocco della mia lingua sul clitoride, le sue mani che mi artigliano i capelli, le sue unghie che affondano nella cute. Ho troppa voglia di lei, non ce la faccio ad aspettare per farla godere così, devo entrare in lei o morire. Salgo sul suo corpo, mi insinuo tra le sue cosce spalancate e finalmente la mia spada trova il suo fodero e la mia lingua la sua.Mi muovo sopra di lei, accelero i colpi e la sento fremere, un mugolio le esce dalle labbra prima che le mie se ne impadroniscano ancora. Si agita adesso, la sento scartare, spostarmi, rovesciarmi e salirmi sopra senza permettere che io esca.E� lei ora a dettare i tempi, amazzone eccitata che con le ginocchia mi sprona come un cavallo per spingermi al galoppo e io, sotto di lei, sgroppo come uno stallone in amore.E� troppo per me, devo fermarmi o rischio di venire troppo presto. A malincuore la spingo di lato. Il suo gemito di protesta si trasforma quando lestamente la metto in ginocchio e la prendo da dietro aggrappandomi ai suoi fianchi prima ed ai suoi seni poi, quando i colpi lenti e ...