1. (incompleto) L'esame universitario


    Data: 11/02/2021, Categorie: Etero Autore: Stella Magica

    ... casa senza mangiare nulla ed ora la fame comincia a farsi sentire, così decido di fermarmi al bar dell'università prima di rientrare a casa.�Ciao Mimma, mi prepari un cappuccino con cacao e una sfogliatina alla Nutella?�.�Certo. Siediti pure che te li porto io�.Nemmeno questa splendida colazione riesce a distogliermi dai miei pensieri, o meglio, dal pensiero del mio esaminatore. Continuo a rivedere i suoi occhi, le sue labbra... nella mia mente rimbomba il suono della sua voce... discutere con lui di sociolinguistica è stato a dir poco... interessante.Mi va quasi di traverso il cappuccino quando mi rendo conto che è appena entrato nel bar. Cerco di distogliere lo sguardo ma ormai è toppo tardi: i suoi meravigliosi occhi neri hanno incrociato i miei.Questi quindici minuti di pausa mi servivano proprio.Sorrido entrando in quel bar e vedendo la studentessa occupare uno dei tavolini. Era corsa via dalla classe come una furia, dando l�idea di avere chissà quale improrogabile impegno. Invece, eccola qui a rifocillarsi, con le dita e le labbra impiastricciate di Nutella. �Il solito�, mimo con il labiale all�indaffarata barista, indicandole al contempo, con un lieve cenno del capo, che sarei andato ad accomodarmi al primo posto libero.Un istante più tardi, mi volto ancora nella direzione dell�esaminata, leggendo disappunto nei suoi occhi. Si sta guardando intorno, presumibilmente alla ricerca di tovagliolini puliti, dopo aver constatato che la scatolina metallica al suo tavolo è ...
    ... vuota. Un vero colpo di fortuna. Afferro un porta-salviette incustodito e glielo porgo. Mi ringrazia, sorridente e con una punta di cioccolata al lato delle labbra. Proprio in quel momento, mentre fantastico sul ripulirla con le mie di labbra prima che lo faccia un anonimo tovagliolo di carta, Mimma accorre con il mio caffè al guaranà, poggiando il vassoio sul tavolino. �Ohh, i miei due clienti preferiti insieme!�. Ci guardiamo imbarazzati per un momento. �Posso?�, le chiedo, poggiando la mano sullo schienale di una sedia vuota. �Certo�, replica immediatamente.Il ghiaccio ormai è rotto, per qualche minuto ci concentriamo ancora sul suo brillante esame. Parla della materia con trasporto, affascinata quasi quanto me dalle sfumature della nostra meravigliosa e complessa lingua madre. Con naturalezza, iniziamo a darci del �tu�.Il tempo, però, è tiranno e poco dopo, a malincuore, mi vedo costretto a salutarla. Non prima di essermi presentato e di aver, probabilmente, fatto notare incertezza ed emozione nella mia voce mentre pronunciavo il nome Gabriele Clerici, stringendo nuovamente la sua mano calda e morbida. Tuttavia, c�è intesa tra noi, latente ma evidente. Decido di osare. �Laura, sabato c�è un convegno per cultori e docenti di linguistica. L�invito che mi hanno riservato è per due. Mi auguro di non sembrarti inopportuno, ma non mi viene in mente nessun altro che meriti, più di te, di partecipare ad un simile evento. Ti andrebbe di accompagnarmi? Naturalmente, sarebbe mia cura ...