1. Su(Sanne)


    Data: 12/02/2021, Categorie: Etero Autore: samas2

    I primi bagliori del giorno mi sorprendono nei dintorni di Heidelberg. Nella luce ancora incerta, il cielo appare come una velatura cerea. Nelle ampie plaghe, tappeti di nebbia, provocati dal vaporizzarsi della brina notturna ai primi raggi di sole, sembrano essere trattenuti da filari di alberi che impediscono loro di allargarsi e dilagare nella pianura. Almeno non piove più. Questa pallida luce è un lenimento per i miei occhi torturati dai fari delle auto che nel buio percorrono la direzione opposta alla mia, e dalle luci dei fanali arancioni e rossi, deformati dalle gocce di pioggia sul parabrezza, dei veicoli che mi precedono. Ho guidato tutta la notte, spesso sotto la pioggia e sono molto stanco, ma devo percorrere ancora tanta strada. Mi fermo per un caffè e per rinfrescarmi il volto. Il cielo più che nuvoloso è una nuvolaglia cinerea e scarica scrosci violenti e freddi. Solo ieri camminavo sulle mie amate colline, dove la primavera già arrivata, mi deliziava dei suoi profumi, delle sue innumerevoli tonalità di verde, dei suoi ordinati filari di viti, dei primi fiori. Cielo azzurro e sbuffi di nuvole candide, caldo e profumi e, dopo un breve tratto di pianura, laggiù, la striscia del mare, ora azzurra, ora d’argento a seconda dell’inclinazione dei raggi solari. Quanto amo la mia terra! Mi ero preso, da circa un mese, un periodo di pausa dal mio interessante e ben remunerato lavoro di trader nel settore energetico, che svolgevo in Olanda, a Groninga e avevo già pronta ...
    ... la lettera di dimissioni: volevo rimanere nella mia terra o per lo meno non troppo lontano da essa e dai miei amici, ormai stanco di quel clima freddo, uggioso, opprimente. Avevo avviato promettenti contatti per un nuovo lavoro nella mia zona. Ora invece, sto tornando al Nord e son partito repentinamente, quasi scappando, apparentemente contro qualsiasi logica. Il tempo peggiora sempre più: ma dove diavolo sto andando? Ieri sera nel bel mezzo di una festa, d’improvviso, mi son trovato sull’orlo del tempo a considerare il senso del mio vivere, e cosa mancasse alla mia esistenza, che avrei voluto incanalare verso un destino di comodità e libero da complicazioni. I pensieri, allora, di schianto, son diventati limpidi, tutto si é chiarito: cosī nel cuore della notte, gettando alla rinfusa in valigia poche cose di un bagaglio approssimativo, mi sono messo in viaggio. «…..Un mercante, trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra». Queste parole mi rimbalzano nella mente, ma la strada del ritorno è deserta e tortuosa e non sai cosa ritroverai alla fine del tragitto. Magari la perla l’ha acquistata un altro mercante, e tu ti troverai senza nulla. Groninga, finalmente! Mi dirigo a piedi a Heresingel, la strada alberata dove si affacciano belle costruzioni dallo stile eclettico e dove Sanne lavora, presso una scuola materna. Proprio lí, a pochi passi, sorge la chiesa cattolica Sint Josefkathedral, frequentata solitamente da uno sparuto gruppo di fedeli. ...
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