1. Interludio dal lavoro


    Data: 14/02/2021, Categorie: Etero Autore: LongJohnSilver

    ... spalle. Ha una camicia bianca né troppo aperta né troppo chiusa, né troppo stretta né troppo larga, con delle pieghe sul davanti. Si conferma che ha un bel seno, anche se è poco in vista, belle spalle, belle mani, portamento elegante. Non porta gioielli o altri ornamenti, se non una fede inconfondibile sull'anulare destro, come la portano i tedeschi. La conversazione comincia sulle generali, ma non impacciata. Tutti e due sembriamo trovarci a nostro agio. Mi piace parlare tedesco. Ci raccontiamo alcune cose di noi stessi. Che cosa facciamo di lavoro, le famiglie, i figli, i suoi molto più giovani dei miei. Mi dice che è qui per sorvegliare dei lavori che stanno facendo alla sua casa, che è proprio quella accanto alla mia. L'indomani arriva suo marito per il weekend. La cosa innegabilmente mi provoca un moto di fastidio che però non lascio trapelare. La conversazione prosegue, su temi generali e su cose più personali, ma senza mai diventare intima. Una conversazione sciolta, molto intensa, ma che rimane quella tra due persone tra cui non esiste né sembra destinato a svilupparsi un rapporto di maggiore intensità. E' però un fatto che restiamo a parlare a lungo, molto più dell'ora a cui ce ne eravamo andati ciascuno per conto proprio la sera prima. Sembra si trovi bene. E naturalmente anch'io mi trovo bene. Mi piace, mi piace molto. Sono perfettamente cosciente di avere accanto una bella donna, una donna di cui riconosco la sensualità anche se lei rimane, da quel punto di ...
    ... vista, assolutamente sulle sue, senza dare la minima impressione di volere andare oltre. Sento chiaramente che a me piacerebbe andare oltre, spogliarla, sentirla.Ad un certo punto, siamo sempre soli nel ristorante, dice che è meglio che se ne vada a letto, domani deve alzarsi presto, deve vedere quello dell'impresa che arriva per una cosa importante, e poi nel pomeriggio arriva suo marito. Di nuovo un senso di irritazione in me, più forte stavolta. Le chiedo se ha voglia di fare due passi, andare fino al fiume. Accetta, anche stavolta mi sembra di buon grado. Camminiamo affiancati, vicini ma senza toccarci, sempre chiacchierando, ora più animatamente, entrambe ridiamo, sembra essersi instaurata una maggiore confidenza. Arriviamo al fiume ed entrambe ci appoggiamo alla ringhiera che si affaccia sul corso d'acqua che scorre molti metri sotto di noi. Siamo vicini, più di prima, ma non ci tocchiamo. L'aria è abbastanza fresca, ma non fredda. Le nostre mani sono sulla ringhiera, la mia destra abbastanza vicina alla sua sinistra. Continuiamo a guardare la montagna buia davanti a noi e il fiume sotto di noi. La conversazione si è diradata. Fino a spegnersi per un minuto o due. Poi, non so come o per iniziativa di chi la mia mano destra e la sua sinistra sono vicinissime, si sfiorano. Restano così per un altro minuto a contatto, senza che né l'uno né l'altra la ritragga. Anche lei chiaramente sente il contatto e non fa nulla per mettervi fine. Piano piano il mio mignolo accarezza il suo, ...
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