1. Giochiamo alla bottiglia?


    Data: 14/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: beast

    Eravamo in quattro quel pomeriggio a casa mia, io, il Picchio, Sfrengio e lei, l’unica ragazza, Claudia. Io ero timido, imbranato, occhialuto, dotato di un gran naso (e in effetti anche di un gran batacchio tra le gambe), insomma il classico nerd, esperto di videogiochi, e di niente altro. Il Picchio lo chiamavamo così perché era alto e magro, un ridicolo ciuffo di capelli rossi, con un gran becco, pardon, naso, che dominava completamente la sua faccia stretta e lunga. Non era certo una bellezza poraccio. Sfrengio , va a sapere da cosa nacque ‘sto improbabile soprannome, era la mascotte della classe, piccolo e Bruno, una specie di Calimero, in classe non se lo filava nessuno, tanto meno le nostre compagne, ma era il mio migliore amico da sempre. E poi c’era lei, Claudia, cosa ci facesse quel pomeriggio con noi tre rimarrà per sempre un mistero. Claudia era decisamente la ragazza più bella della quarta C, forse di tutto il liceo. Bruna, capelli lisci, lunghi fino a metà schiena, folte sopracciglia nere che incorniciavano lucenti occhi marroni, naso piccolo su labbra formose, vagamente disegnate a cuore. Un corpo così perfetto che non avevo mai nemmeno osato guardarlo se non di sfuggita. Ben al di là di ogni mia possibilità. Non vestiva ne si truccava mai da zoccoletta, al contrario di certe compagne di classe, non ne aveva nessun bisogno, le bastava un filo di trucco e una gonnellina di cotone leggero per risultare tremendamente sexy. Bon, veniamo a punto, eravamo seduti per ...
    ... terra in camera mia, il sedere appoggiato su vecchi cuscini, ci stavamo interrogando su cosa fare in questa ultima parte di pomeriggio, quando io, non so cosa mi prese, sparai la cazzata del secolo: “giochiamo alla bottiglia!” Lo Sfrengio si ribaltò dal ridere, il Picchio nascose la faccia tra le mani e Claudia, Claudia ci spiazzò tutti e tre, perché rispose candidamente “dai, perché no!” Un silenzio di tomba calò nella stanza, io sbarrai gli occhi incredulo ma il Picchio non perse un secondo, si fiondò in cucina, svuotò una bottiglia nel lavandino e ritornò come un lampo, ora si trattava di stabilire le regole del gioco. Noi tre amici eravamo vagamente agitati, mentre Claudia sembrava assolutamente tranquilla e rilassata. Picchio decise che doveva essere assolutamente lui a far girare per primo la bottiglia, perché era stato lui ad andare a prenderla, ma Claudia invece decretò che fossi io ad avere quel diritto, perché avevo lanciato la proposta, e ovviamente era lei ad avere le leve del comando in mano. Mi guardò intensamente negli occhi e mi disse: “coraggio!” Così presi la bottiglia e le feci fare il primo giro... ovviamente si fermò indicando Sfrengio! Merda! Che cazzo di idea... Claudia e Picchio si ribaltarono dal ridere mentre io avvicinavo disgustato la bocca alla guancia brufolosa di quel coglione e gli davo un rapidissimo bacio. Quando quei due stronzi finirono di sghignazzare, tenendosi la pancia per le crasse risate toccò a lui, e naturalmente quando la bottiglia ...
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