1. 42. LA PROVINCIALE


    Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: tigrotta

    ... affondi delicati del marito, sentendosi protetta. Lo sentì venire, quasi timidamente, dentro di lei e lo baciò, chiudendo gli occhi che le bruciavano per le lacrime.�Vittorio si era preso un lungo periodo di congedo dal lavoro, per stare con la moglie; fisicamente si era rimessa presto, ma psicologicamente le sembrava fragile e la causa non era da imputare unicamente all'aborto. Lui le parlava e la consolava, era il marito perfetto e Gemma si sentiva ancora più devastata dai sensi di colpa. Quando si guardava allo specchio, in fondo ai propri occhi vedeva l'ombra del rimorso per aver ceduto alla lussuria e alla sfrenatezza. Ma non aveva potuto farne a meno.�Vittoni l'aveva affascinata fin da subito, facendo crollare ogni sua difesa. La prima volta che gli si era concessa fu nel parco di villa Genzano, dove entrambi erano stati ospiti per un paio di giorni. Era una calda sera d'estate, la luna era alta nel cielo e lui l'aveva invitata per una passeggiata.Una volta entrati nel parco, lui l'aveva presa per mano, conducendola a ridosso di una quercia. Le fu addosso e senza darle la possibilità di ribellarsi, l'aveva baciata avidamente, stringendola e premendola contro il tronco ruvido della grossa pianta. Lei non sapeva come reagire, si chiedeva se divincolarsi sdegnata o abbandonarsi all'eccitazione di quelle effusioni. Infine aveva ceduto. Lui era sceso a baciarle il collo, le aveva abbassato il vestito leggero, le aveva scoperto le spalle e poi il seno, a cui si era ...
    ... attaccato avido come un neonato. I due amanti si erano sdraiati nell'erba fresca e lui le si era calato sopra, alzandole la veste fin sopra l'inguine. Quando il suo sesso l'aveva penetrata, Gemma non aveva potuto fare a meno di godere, assecondando i movimenti di quell'appassionato amplesso e finendo col ritrovarsi invasa del piacere dell'uomo. Era rimasta in silenzio, col suo peso addosso, non sapendo che dire. Dopo qualche istante, Vittoni si era staccato da lei e baciandola frettolosamente, si era alzato con uno scatto per sistemarsi i pantaloni. Quando l'aveva aiutata a rialzarsi, lei aveva notato un lampo di soddisfazione nel suo sguardo e si era sentita improvvisamente a disagio. Si era ripromessa di non cedere più agli assalti di Vittoni, ma la voglia di svago e di mondanità decisero molto presto per lei.�Lo incontrò un mese più tardi, a Orvieto, dove l'uomo era giunto per concludere un affare. Tramite la Coceanu, l'uomo l'aveva invitata a cena in un tranquillo ristorantino in collina, poco lontano. Gemma aveva accettato di incontrarlo, solo per dirgli che tra loro non poteva esserci più nulla. Ma non fu facile affrontare il discorso, visto il fascino indiscusso dell'uomo e l'ascendente che aveva su di lei. In auto, durante il ritorno, Gemma si era decisa a parlare, senza preamboli.��Giorgio, tra noi non può continuare, sto facendo un torto troppo grande a mio marito, che non lo merita.�.�Vittoni aveva accostato l'auto e il suo sguardo sicuro e canzonatorio l'aveva ...
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