1. Io e la mia ex suocera.


    Data: 19/02/2021, Categorie: Etero Autore: Rot43

    ... sintonia con la cromaticità delle scarpe a tacco spuntato. Insomma nonostante i suoi 48 anni rimaneva una donna bella e parecchio avvenente. Mi disse che dopo il divorzio inizialmente era andata a stare da sua sorella e che si era trasferita in quella che oggi è la sua nuova casa soltanto un mese fa. Proprio in quei giorni stava ultimando il trasloco e ormai a parte qualche ultimo oggetto ancora da sistemare aveva quasi terminato e concluse F: - Uff!! Sai per una donna sola traslocare non è mai semplice. Poi sbuffando ironicamente aggiunse F: - Ah voi uomini, quando servite non ci siete mai? Sorrisi sornione e convinto di fare solo una battuta, con ingenuità esclamai I: - Se hai bisogno di una mano io questo fine settimana sono libero e potrei dare una mano a te e, a questo punto, anche al genere maschile. Lei sorrise e con mio grande stupore, rispose F: Dici davvero? Ma non vorrei recarti disturbo. Stupito, dalla risposta, azzardai I-: Ehm…no figurati, tanto non ho progettato nulla per il fine settimana. F-: Grazie, davvero! Stai salvando una povera donna e forse anche il genere umano maschile. Sorridemmo entrambi, e dopo ci accordammo sul orario per il giorno seguente. L’avrei raggiunta nella nuova abitazione in auto, in mattinata. Intanto il treno arrivò alla mia stazione, la salutai e mi congedai da lei. E’ inutile nascondere che passai la serata con addosso una grande eccitazione, il pensiero di passare una giornata da solo con lei in casa, senza suo marito nei paraggi, ...
    ... mi intrigava tantissimo. Così il mattino seguente, mi svegliai presto e alle 9 salì in macchina per raggiungere la casa della mia ex suocera, dopo 20 minuti di macchina, arrivai a destinazione. Suonai il campanello e dopo pochi secondi, il cancello si aprì e Fernanda mi venne incontro e con un sorriso smagliante, che metteva in mostra i suoi bianchissimi denti, mi abbracciò. Anch’io abbracciai lei e dopo esserci salutati con due baci sulle guance, lei disse sempre sorridendo F-: Grazie ancora di essere venuto, prometto che non ti farò stancare molto. I-: Ti prendo in parola, le risposi rispondendo con un sorriso. Poi attraversammo il villino e ci dirigemmo verso l’abitazione. Una volta all’interno Fernanda mi fece accomodare in salotto, mentre lei andò in cucina a preparare un caffè. La casa era arredata con molto gusto, ricordo che anche in quella precedente, dove prima abitava con suo marito, il suo tocco nell’arredo era sempre percepibile e guardandomi attorno notai che non lo aveva di certo perso. Feci un giro rapido delle prime stanze e mentre osservavo compiaciuto l’ordine e l’arredo, lei mi raggiunse con in mano due tazzine fumanti di caffè e mi fece accomodare sul divano in salotto. Sorseggiava affianco a me il suo caffè con addosso una canotta nera leggermente scollata che metteva in risalto le sue grandi tette una gonna a campana bianca, con dei fiori rossi disegnati, che le copriva le gambe fino alle ginocchia, mentre ai piedi le calzavano delle scarpe con un tacco ...
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