1. Io e la mia ex suocera.


    Data: 19/02/2021, Categorie: Etero Autore: Rot43

    ... abbastanza alto color panna. Finito il caffè, ci mettemmo al lavoro e iniziammo a trasportare dal garage fuori, nel villino, dei cartoni contenenti diversi oggetti e diversi tavolini da sistemare all’interno della casa. Con energia iniziammo a portare dentro tutta la roba utile all’arredamento e in poco tempo svuotammo il box da tutti quegli scatoloni. Dopo ci dividemmo le mansioni, lei avrebbe pensato a svuotare le scatole e a sistemare gli oggetti in casa, mentre io avrei trasportato il mobilio rimasto nella rimessa. In poche ore tutto ciò che era imballato, mobilio compreso, in garage, trovò il suo posto in casa. Dopo mezza giornata, il trasloco era ultimato e Fernanda era felicissima, così tanto felice che per ringraziarmi e in qualche modo sdebitarsi, mi propose di fermarmi a pranzo. Gentilmente provai a declinare l’invito, ma lei insistette così tanto e alla fine accettai di rimanere. Mi offrì come aiutante cuoco, ma lei rifiutò ogni tipo di aiuto e dopo aver indossato il suo grembiule da cuoca mi spedì in salotto a rilassarmi sul divano e con un sorriso mi disse F-: Oggi hai fatto fin troppo, sei stato un angelo! Vatti a rilassare… Sentirla esprimere così liberamente, è inutile nascondere che mi provocò un profondo senso di imbarazzo e di eccitazione che celai annuendo con un sorriso, e con la scusa di darmi una rinfrescata, mi assentai per andare in bagno. Chiusi la porta del bagno dietro di me e mi avvicinai al lavabo, dove iniziai a lavarmi la faccia in modo da ...
    ... mettere fine a quel calore di vergogna a e imbarazzo, ma in realtà guardandomi nello specchio, scoprì che il calore che mi avvolgeva non era causa di imbarazzo, ma di una irrefrenabile voglia di possederla. A conferma di ciò sentivo la patta dei pantaloni gonfiarsi, mi abbassai i calzoni e le mutande e iniziai a massaggiarmi l’uccello, lo massaggiavo pensando alle sue enormi tette, sognavo di tornare in cucina e di trovarla con addosso il solo grembiule. Continuai a massaggiarlo lentamente mentre continuavo a fantasticare su di lei. Provai un accenno di masturbazione però poi rinunciai; dovevo rimanere con lei tutto il pomeriggio e forse era meglio darsi un contegno, quindi cercai di rilassarmi e calmai i miei bollenti spiriti gettandomi dell’acqua fredda sul viso. Dopo qualche minuto, quando anche il mio pene tornò moscio, lo rimisi nella patta e lasciai il bagno per tornare da lei. Appena uscito però notai che la porta di fronte a me era accostata, incuriosito sporsi il capo all’interno per vederne il contenuto e scoprì che era la sua stanza da letto. Durante la giornata avevamo sistemato i mobili e i quadri in tutte le stanze dalla casa ma non in quella, infatti potei notare da fuori che era l’unica stanza completamente arredata. Sentì subito un’irrefrenabile voglia di entrare e curiosare tra le sue cose, i rumori che provenivano dalla cucina, mi rassicurarono sulla sua lontananza. Così presi coraggio e spinsi leggermente la porta socchiusa verso l’interno e rapido mi ...
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