1. Treni da perdere II


    Data: 24/02/2021, Categorie: Etero Autore: Nadim

    Giulia provò a scusarsi per la strana situazione ma delle sue parole riuscivo solo a percepire il fiato che mi sfiorava il viso e le labbra. Percepivo anche il suo imbarazzo nel sentire la pressione della mia potente erezione sul suo ventre, ma non riuscivo a placare quell'istinto maschio che alimentava fino allo spasmo quel desiderio che si faceva acciaio nel mio cazzo. Dall'altra camera provevivano rumori isterici di ante e cassetti sbattuti con violenza. Poi, dopo qualche istante di innaturale silenzio, una sequela di passi strascicati sino alla nostra porta e la voce di Marco che riversò una gragnuola di offese al nostro indirizzo. Feci per alzarmi ma Giulia mi trattenne e mi pregò di restare in silenzio. La furia di Marco durò pochi istanti che però parvero infiniti, poi lo sentimmo allontanarsi e sbattere la porta d'ingresso. Restammo ancora qualche minuto in quella nostra vicinanza che era praticamente diventato un abbraccio e dopo aver avuto una relativa certezza che Marco fosse realmente andato via ci alzammo per controllare quali danni avesse fatto in casa. La camera da letto era praticamente devastata ma ci tranquillizzò notare che prima di uscire aveva lasciato sul tavolo le chiavi della porta. Si erano fatte ormai le tre ed eravamo entrambi molto provati dalla giornata di lavoro e dagli eventi della nottata. Giulia mi disse che non aveva nessuna voglia di provare a rimettere ordine nella camera da letto e se non avessi avuto problemi avrebbe preferito tornare a ...
    ... dormire insieme nel letto degli ospiti. La guardai e realizzai che eravamo entrambi quasi nudi. Alla vista di quel corpo statuario ebbi una nuova prepotente erezione. Giulia sorrise e cominciò a canzonarmi: "ma è sempre in servizio il tuo soldatino?" Diventai rosso per la vergogna ma di fatto non riuscivo a controllare l'eccitazione per quel suo corpo perfetto. Tornammo in camera ed io le camminai dietro. Era meravigliosa nel suo incedere e non manifestava nessuna timidezza o imbarazzo, anzi, la mia ammirazione sembrava compiacerla. Arrivati in stanza s'infilò subito sotto il lenzuolo. Io mi attardavo cercando di far scemare la mia rigidità ma Giulia mi invitò a raggiungerla. "Non preoccuparti, non mi offende il tuo apprezzamento. Sarebbe più imbarazzante il contrario". Ci ritrovammo di nuovo in quel letto troppo stretto, ma la stanchezza era predominante e Giulia si addormentò quasi all'istante. Io restai qualche minuto ancora respirando il suo respiro e sentendo il calore della sua pelle contro la mia. Mi svegliai per un fremito di piacere. La luce che invadeva la stanza mi fece capire che era ormai giorno pieno. Giulia mi guardava sorridente mentre la sua mano si muoveva delicatamente sul mio cazzo. "Non credo ti dispiaccia, vero?" E prima che potessi rispondere avvicinò le sue labbra sulle mie in un dolce bacio che presto divenne un appassionato groviglio di lingue. Contemporaneamente la sua mano aveva avvolto il mio cazzo e lo accarezzava con estrema attenzione come a ...
«123»