1. Treni da perdere II


    Data: 24/02/2021, Categorie: Etero Autore: Nadim

    ... sfilai da sotto il suo corpo lasciandola carponi e mi spostai dietro lei. Il culo tondo e perfetto, la figa dischiusa, la schiena inarcata erano un mix di sensualità irresistibile. La artigliai per i fianchi e le entrai dentro. La penetrazione fu accompagnata da un lungo mugolio di piacere. Mi muovevo piano spingendo verso l'alto per farle sentire meglio l'attrito del glande sulle pareti. La scopavo lento, percepivo sulla pelle del mio cazzo le contrazioni del suo sesso. La sua voce era un rantolo continuo. Il suo orgasmo arrivò ovattato, dolce. Si accasciò sulle lenzuola girandosi verso me avvicinando le sue labbra al mio sesso turgido e lucido dei suoi umori. Pochi tocchi di lingua e la mia eccitazione si fece fiotti di sperma caldo fra le sue labbra. Ci stordimmo di un oblio silenzioso restando vicini senza parlare per un tempo indefinito. Fummo ridestati dalla sveglia impostata sul suo cellulare. Doveva correre al suo appuntamento. Condividemmo un taxi fino a Termini e ci salutammo con un bacio imbarazzato. Fu l'ultima volta che la incontrai. Le fu proposto un ...
    ... incarico come inviata di una famosa trasmissione di inchiesta che la condusse a lunghi periodi in viaggio. Poi il tempo buio della mia malattia. La seguivo in tv e sui social ma nel tempo gli scambi in chat si diradarono fino a sparire del tutto. Cominciai a chiedermi perché ora fossi lì ad attendere che lei terminasse il suo intervento. Avevo agito d'impulso. Avevo letto quel pomeriggio stesso di quella sua presenza relativamente vicina e avevo inforcato la macchina senza rifletterci più di tanto. Ma ora cominciavo a realizzare che i suoi ospiti non l'avrebbero mollata tanto facilmente. Mi avrebbe probabilmente trascinato ad una lunga cena con tutta la pletora dei questuanti d'autografi. E poi le sue probabili indagini sul mio aspetto. La guardai su quel palco. Affascinante, sicura. Parlava in scioltezza e con passione. Mi avviai verso l'uscita cercando di mantenermi il più defilato possibile. Dopo una mezz'ora il mio telefono squillò. Guidavo, ma non fu quello il motivo per cui non risposi. Arrivò un sms. "Avevo sperato ci fosse un treno da perdere anche stasera". 
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