1. Fiore di Bach - Cap VIII - Il tarlo del dubbio


    Data: 03/03/2021, Categorie: pulp, Autore: Flame

    ... uno strano meccanismo, come mai riscontro del nervosismo in Babette? Il dubbio cresce a dismisura, ho bisogno di risposte tanto quanto lei. Mi ha rinchiuso nella stanza, si proprio in quella stanza. Quella in fondo al corridoio. È sporca, priva di luce a causa delle tavole di legno poste sulla finestra, inchiodate, eppure un solo flebile spiraglio entra a rischiarare quel torbido abisso in cui mi trovo. Ad illuminarli il pavimento lurido, il materasso pieno di buchi è sporco, l'unico arredamento di tutta la stanza. Qui è dove si trova la luce? Semmai questo può essere il tunnel ma la luce dove si trova? Oltre al tarlo che cresce a dismisura, ora c'è anche la voglia di perdermi, ma non ne ho la possibilità. Ho graffiato la porta fino a consumarmi le unghie ma Babette non ha ceduto, gli ho urlato contro i peggiori epiteti, i peggiori scongiuri, le peggiori angherie, ma Babette è rimasta sulle sue. Senza volerlo, ha preso lei in mano il timone della nave prendendosi il posto di Magda. Sono due ore che mi interroga da dietro la porta, sempre le stesse domande, io do sempre le stesse risposte. Siamo stanche, dopo il nervosismo e la rabbia iniziale io sono passata ad uno stato di angoscia, il mio sistema nervoso sta cedendo. Ho brividi di caldo e freddo ed il mio corpo è scosso da forti tremolii. Le sue domande continuano, vuole sapere dove si trova Magda ed è convinta che io sappia il motivo della sua scomparsa. Ha centrato in pieno la rossa malpelo. Ho una risata sommessa e amara ...
    ... mentre dei grampi mi attanagliano lo stomaco. Nel mio continuo svenire e rinvenire sogno. Sogno Yuri, le sue mani sul mio corpo mi donano piacere, le sento stuzzicare i capezzoli e scendere giù, creare origami con le dita sul ventre piatto, sfiorare la pelle liscia e bianca e, in un estenuante discesa, toccare la leggera peluria del monte di Venere, premere sulle labbra carnose e rosse dove goccioline di desiderio colano sulla sua mano, due dita entrano dentro dolcemente. Rivedo me stessa riversa sul letto a godere dei suoi affondi lenti e profondi. Ricordi che si susseguono tra dolcezza e orrore. L'orrore di rivedere me stessa stuprare Magda, infierire sul suo corpo anestetizzato dal dolore, dall’umiliazione. Babette continua con le domande, la sento a stento da dietro la porta, la sua voce è decisa seppur stanca dalle ore passate. Mi chiede come mai ho una foto di Regina; sono suggestionata eppure il mio udito non mente, ho capito bene stiamo parlando della stessa donna. Il mio sistema nervoso cede, gli racconto ogni singola cosa sperando che la tattica adottata seppur pericolosa, può risultare efficace. “Non è mai ciò che sembra”. Babette si sfoga, parla di sua madre, Regina, e del perché è qui. È stata abbandonata da lei quando era in fasce, la Matrioska, l'ha accudita. Gli spiego cosa ha fatto Magda alla sua vera madre e ciò che è successo in quel teatro dell'orrore. La testa mi gira vorticosamente e combatto contro l'astinenza, intanto gli spiego ogni cosa, la mia voce ...