1. Le storie di eva - pomeriggio d'autunno


    Data: 05/03/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: evatravsicilia

    L'avvenimento che mi accingo a raccontarvi è avvenuto nei primi giorni del mese di novembre. Era una domenica e come tutti i fine settimana mi ero dedicata al godimento dei miei numerosissimi amici. Quel giorno però non era particolarmente promettente così presi la macchina e mi recai a catania presso il parcheggio che si trova a ridosso del casello di Giarre dove mi dicevano si potesse incontrar e con facilità..
    
    Arrivai nelle prime ore di un bel pomeriggio d'autunno, Il cielo era di un azzurro splendido nonostante la temperatura non fosse troppo al di sopra dei 10 gradi. Per l'occasione avevo indossato un giaccone al ginocchio che mi permetteva do poter stare solo in intimo sotto in modo tale da poter essere pronta ad ogni evenienza. La cosa a dire il vero non mi era servita solo per quello, ma anche per poter "giocare" durante la strada con gli eventuali automobilisti e.. (ma meglio per la loro posizione sopraelevata).. camionisti che sorpassandomi potevano ammirare il mio intimo che previdentemente io avevo lasciato scoperto per l'occasione.
    
    Parcheggiai in un posto che a mio parere poteva essere strategico per eventuali incontri e mi misi ad aspettare speranzosa e piena di buoni propositi.
    
    Aspettai per circa 10 minuti quando una macchina entrò nel parcheggio con andatura lenta, mentre i due occupanti guardavano a destra e a manca evidentemente in cerca di avventure. A dire la verità non mi sentivo tanto tranquilla così restai sulle mie e, evidentemente non ...
    ... sentendosi incoraggiati, i due andarono via. Passai qualche minuto a rammaricarmi per la mia mancanza di iniziativa, quando sentii il rumore di un camion che arrivava da dietro. Come dicevo prima il pomeriggio era molto soleggiato e io avevo solo un giaccone leggero che intanto avevo slacciato ed aperto. Il camion rallentò e si fermo a direzione dello sportello. Un omone dalla voce rude e decisa affacciò dal finestrino, guardò per qualche istante e poi con fare autoritario mi ordinò di scendere dalla macchina e salire in cabina che: "ho voglia di svuotarmi con una troia come te".
    
    Obbedii senza esitare un attimo, salii in cabina e immediatamente si sfilò i pantaloni lasciando scoperto un cazzo davvero notevole che aspettava solamente di essere preso sino in gola. Mi fece succhiare il cazzo per più di un quarto d'ora spingendolo sino in gola al punto da lasciarmi senza fiato, per poi uscirlo e farselo leccare dalla cappella giù per tutta la sua lunghezza, per poi risalire e infilarlo nuovamente con forza sino alla gola. Andammo avanti così per quasi mezzora quando sentii squillare il suo cellulare. Non capii niente di ciò che divceva in quanto non parlava in italiano (forse era slavo dall'accento), stette a parlare qualche minuto, alla fine chiuse la chiamata, mi disse di mettermi il giaccone e di scendere insieme a lui e di seguirlo. Andammo lungo un sentiero che si apriva ai lati del parcheggio sino ad arrivare in uno spiazzo circondato da alberi. Io non capivo cosa volesse fare, ...
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