Un'infanzia condizionata dal mammone e la mia immaginazione ....
Data: 09/03/2021,
Categorie:
Sesso di Gruppo
Autore: SexCulture
Stamattina mi sono alzata tardi, si vero.. prima delle nove, non accade quasi mai. E’ che mi piace il caldo del mio corpo la mattina, sono come una borsa dell’acqua calda, morbida, liscia.. il tepore che sento è come una culla, una soffice ovatta dove è come se fluttuassi, assopita e sveglia, con i pensieri rapiti dal sognare e il corpo che respira la vita, la vita di un nuovo giorno.
Abbasso le lenzuola con i piedi, strofinandoli goffamente contro.. quel fresco mi punge e pizzica la pelle.. no.. no.. ancora presto per questa dolce sofferenza.. voglio restare a letto.. ancora qualche istante, nuda come sono.
Mi rimetto sotto le lenzuola, stesa completamente di traverso, lasciando solo i piedi dondolare di lato dal letto, le braccia intorno al cuscino. Richiudo gli occhi e nel farlo la mente mi porta da lui.
La mente è la mia barca, una barca che, piccola piccola, viaggia nell’immenso infinito dei ricordi, degli angoli che ancora non conosco.. che scopro con piacere e stupore, sempre con gli occhi della bimba che sono.
Ricordo la prima volta che lo pensai, che godetti del suo pensiero..
fu struggente. Un misto di dolore e piacere.. un dolore che mi trapassava il cuore come un pugnale e un piacere di cui persi completamente il controllo, spingendomi oltre.. oltre quello che allora era un mio limite.
Lui, un amico, un grande amore.. per lui avrei dato la vita, la mia vita, per lui avrei scalato montagne e attraversato deserti.. lui era me, la parte pura del ...
... mio cuore, la mia coscienza. Non so perchè quel giorno successe, perche' quel giorno lui divenne il mio amante che per pochi istanti mi portò giù negli abissi per poi farmi risalire oltre ogni mio pensiero.
Ero con LUI, si, col mio uomo.. il mio papi (..come mi piace chiamarlo cosi..) porco, bastardo, che alle volte odio.. odio per amore, per il troppo amore che ci diamo e non abbiamo.
Un sabato mattina.. al solito, ci davamo piacere. Amo giocare con lui, noi che facciamo durare il più possibile tutte quelle sensazioni, quelle emozioni che pervadono mente e corpo nel donarsi l’uno all’altro. Ero sopra di lui, i nostri corpi gia segnati dal sudore, dal piacere, dai nostri odori.
Le mie mani incrociate alle sue, strette sopra la sua testa. I nostri corpi protesi uno verso l’altro, uniti.. Mi stavo muovendo lentamente, spingendomi contro e alzandomi.. gli occhi nei suoi, vuole che lo guardi, vuole rapire la mia anima che in quegli istanti e nuda.. la vuole tutta per se, solo sua.
Poi, eccolo.. un brivido lungo la schiena mi fa saltare.. No, mi dico, no.. non voglio.. scuoto la testa come per allontanarlo.. LUI mi guarda.
Ritorno lucida, la mia coscienza mi aggredisce, mi schiaffeggia.. come ho potuto pensarlo, perchè poi?
Inizio a muovermi velocemente, sù e giù in una danza violenta, percossa.. voglio che il piacere che il suo corpo sa darmi mi porti via subito.. ma le sue mani bloccano le gambe.
"A cosa pensi piccola?"
"A niente tesoro" rispondo.
"No, ...