1. Trav-park-sex


    Data: 10/03/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: BlackInk

    Ai miei tempi il car-sex si chiamava camporella e si cercava di scopare senza farsi sgamare. Adesso è il contrario. Si scopa in un parcheggio con l’intento proprio che qualcuno ci veda e magari prenda parte al gioco.
    
    Si è un po’ ribaltato tutto.
    
    Però in camporella ci si andava da giovani, quando bastava il pensiero del reggeiseno di lei a farti rizzare il cazzo, il car-sex lo si fa da adulti quando le posizioni del sesso canonico le si è provate tutte.
    
    Inoltre la camporella la facevi strettamente con la tua fidanzata, il car-sex lo si fa per ampliare le proprie amicizie sessuali (per usare un eufemismo).
    
    Ultimamente mi solletica l’idea di scopare all’aperto con uno o più sconosciuti, incontrare nuove coppie e fare delle gran porcate in un parcheggio notturno.
    
    Mi presento: sono Blackie, travesta quarantenne, attiva e passiva, amante a 360 gradi (oltre che a 90°, hihihihihihi). Adoro indossare cat-suite e tacchi alti, lesbicare con sorelline porcelline, coccolare le femminucce che vogliono provare qualcosa di più del solito su e giù, fare impazzire i maschietti stuzzicandoli in punti che non pensavano nemmeno di avere.
    
    Faccio coppia quasi fissa con Cri, una bella coetanea per la quale il sesso conosce pochi limiti.
    
    Ci sono sere in cui ci divertiamo a chi è la più troia delle due e ci diamo dentro per ore e ore. E dovete vedere come si muove quando indossa il suo strap-on senza cinghie, mi scopa come un vero ometto.
    
    Dopo un paio di uscite a vuoto, ...
    ... concluse con una semplice scopata tra me e Cri in macchina, finalmente giunge qualcuno di interessato e interessante.
    
    Con la luce accesa nell’abitacolo vediamo una macchina parcheggiare a qualche decina di metri da noi. Si ferma e accende la luce. È un uomo solo. Sembra in forma e forse anche carino.
    
    Mi sporgo dal finestrino e gli faccio cenno di avvicinarsi. Il tizio scende dall’auto e si muove verso di noi. Confermo la prima impressione. È un bel tipo. Tra i 40 e i 50.
    
    Alto e robusto.
    
    “Ciao.” lo saluto. Lui rimane interdetto per un secondo. Sta ragionando su cosa io sia. “Sono una tipa speciale.” lo informo immediatamente. Gli allungo una mano sul pacco e lo accarezzo. È ancora interdetto. Sento la sua titubanza. Vorrebbe fuggire ma anche provare.
    
    Cri si sporge sopra di me. “Ciao. Io invece sono normale.” ride e mostra una tetta al bencapitato.
    
    Si scioglie. Una presenza femminile lo aiuta a superare i tabù.
    
    “Hai già un posto?” chiede Cri.
    
    “Avviciniamoci a quegli alberi.” dice indicando la fine del parcheggio. “Là saremo tranquilli.”
    
    Portiamo le due macchine sul limitare dello spiazzo e scendiamo. Cri lo agguanta e inizia a limonarlo duro. Io scendo e libero il suo uccello. Bel manzo anche lassotto e s’è pure preparato… senti che buon profumo! Lo succhio per bene. Diventa duro in un istante. Ha due bei coglioni pieni e gonfi, rasati di fresco. Non c’è un pelo. Me ne mangio uno mentre con la mano continuo a segarlo.
    
    Poi scende anche Cri. Ce lo lavoriamo ...
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