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L'ostaggio (CAP 3)
Data: 05/04/2021, Categorie: pulp, Autore: Pensionato
... che lo mandò in visibilio, decise all'istante che quella donna doveva essere sua, seduta stante. Si alzò dalla sua seggiola la prese e la gettò sul tappeto: Sara capì quello che la aspettava e ….si bagnò. Non doveva dare questa soddisfazione al suo aguzzino, ma non poteva farci nulla, da qualche parte nel suo intimo forse c'era il desiderio di essere presa con la forza, di essere strupata da un soggetto orribile come era Mohamed. Lui si calò i suoi pantaloni larghi, stile arabo, e mostrò una virilità già pronta e molto consistente. Sara volse il viso da un'altra parte. ma quando le si sdraiò sopra, involontariamente inarcò le reni per poter essere penetrata meglio. L'arabo non frappose tempo in mezzo e la prese in un colpo solo strappandole un urletto di piacere “Stai già godendo, cagna?” le sussurrava all'orecchio, mentre con la lingua cercava la sua bocca. Sara era combattuta dall'abbandonarsi o dal resistere a quella che era comunque una violenza: la mente diceva una cosa , ma il suo corpo non la seguiva e si abbandonò fino ad avere un orgasmo che entusiasmò il suo aguzzino che con nuova vigoria riprese a stantuffarla fino a che non scaricò dentro di lei il suo sperma, abbandonandosi poi come corpo morto. Sara aveva un grosso difetto: non sapeva tacere, cosa che in quel momento sarebbe stata la cosa migliore: “Tutto qui, maiale; come farai ad accontentare le sette vergini che ti ...
... aspettano in paradiso?”. Gli occhi di Mohamed virarono al rosso sangue e, senza dire una parola, ma ruggendo come un leone, la prese, la girò e la sodomizzò seduta stante, penetrandola con una foga ed un impeto che la lasciarono senza fiato, ma godeva, accidenti se godeva, ed i suoi umori scesero lungo le cosce. “Godi cagna, godi!!” urlava Mohamed e fu tutto un misto di grida maschili e femminili:Sara sentiva il suo ano in fiamme, ma non si ritraeva:”Dai rompimi il culo, mi piace!!!” A quelle parole Mohamed non si trattenne più e venne ancora dentro di lei: era quasi un clistere; dal culo, una volta tolto il cazzo, uscì una lava bianca che Sara, con un gesto che non avrebbe mai creduto possibile, raccolse con le dita e portò alla bocca assaporandola. Che diavolo stava succedendo? Forse in quella maniera pensava di salvarsi la vita o proprio era godimento allo stato puro? Questa volta ebbe l'accortezza di tacere e rimanere seduta sul tappeto: Mohamed gridò qualcosa in arabo, entrò il solito figuro che le fece rimettere la tuta e la strattonò rigettandola nella cella insieme alle altre, che furono contente di rivederla, avendo pensato che il triste destino di Ingrid sarebbe toccato anche a lei. Quella notte successe un evento diverso dal solito: si aprì la porta della cella e le due guardie presero Sara e la portarono fuori: non era stata presa a caso era chiaro che cercavano proprio lei.