1. Il feticismo di D per gli oggetti


    Data: 06/05/2021, Categorie: pulp, Autore: SickInYourMind

    ... solo illusione. Non lo sa. Forse è distrazione. La quantità ha preso il sopravvento sulla distrazione. Si, forse D ha iniziato per distrarsi. E poi ha cominciato a pensare di essere un feticista. Di stoffe, oggetti. Ogni tanto guarda il mobile del salotto, è pieno di soprammobili vestiti. Dei soprammobili c'è rimasta solo la sagoma, il volume, il resto è colori a casaccio, merletti, bottoni, gancetti... è stucchevole, lui stesso trova sia stucchevole quando è esausto. Oramai sempre più spesso. Nessuno entra da tempo in quella casa, come spiegare...? Come spiegare che un pacchetto di fazzoletti necessita di un vestito di stoffa nella sua breve vita di 3-4 giorni? Gli unici oggetti rimasti nudi sono quelli nell'armadio della madre. D entra di rado in quella stanza, sta molto male quando lo fa. Era estremamente legato a sua madre, a volte si masturbava sul suo letto quando era ancora viva. Non lo ha più fatto, dopo. Però di rado entra in quella stanza e si inginocchia sul pavimento sprofondando la testa nel letto. Desidera essere frustato così. Non sa da chi, da entità astratte. Da nessuno che conosca e del resto non farebbe entrare nessuno in quella stanza. Perchè no, non si può. D è pieno di regole implicite. Poi si vergogna, torna nella sua stanza, piange. Ha 32 anni, potrebbe ancora farsi una vita, ma quale? Quale vita? D non sente di averne una o meglio, sente di essere fisso come il sole e osserva la terra girargli attorno, tutti i giorni, senza mai fermarsi. La terra che ...
    ... per D è diventata inafferrabile. E' come il perno di un giradischi. Il disco è sempre lo stesso, oramai consumato. Non ricorda neanche più le parole di quel disco. Inizia a modellare la stoffa attorno al contenitore di vetro, cuce i primi punti e valuta dove applicare i bottoni. Si sente strano, tutto sembra pesargli enormemente, l'idea che la gente ha di lui, l'idea terrificante che lui ha della gente. Tutto sembra pesargli e schiacciarlo in una maniera mostruosa. D si alza, prende un piatto, vorrebbe metterci qualcosa, ha ancora fame... poi no, non più. In realtà non vuole più niente, non vorrebbe più esistere. Vorrebbe scomparire, vorrebbe morire. Allora va nella sua stanza, sa di poter porre fine alla sua esistenza in qualsiasi momento, deve solo decidere. D ha deciso. Conservava da tempo una pistola. La pistola di un suo caro amico svizzero, un ex poliziotto. Va a prenderla e la porta in cucina, si siede nuovamente al tavolo. Guarda la saliera, il vestito appena iniziato. E' terrorizzato. Terrorizzato all'idea di rimanere. Molto più che spararsi. La pistola è ancora carica, lo sa. Non sa neanche dove guardare ma lo sa. Gli viene da ridere... tra poco potrà porre fine al terrore. Non dovrà più uscire, non dovrà più sentire niente e nessuno. Non dovrà più subire. Si punta la pistola in bocca, lo ha visto fare in tanti film... del resto fare un pompino non gli è mai dispiaciuto. La succhia, la lecca, poi basta, finiamola qui, spara. La testa di D crolla nel piatto vuoto, il ...