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Salendo le scale
Data: 14/05/2021, Categorie: Etero Autore: pollo_ollop
Oggi mi hai trascinato al museo, c’è una mostra su uno dei tuoi pittori preferiti. Ok non è poi tutto questo sacrificio seguirti per musei, anche se non capisco molto di arte riconosco quando una cosa è bella davvero e questa mostra è piena di quadri davvero belli e … poi ci sei tu. Sarà l’estate che ti ha donato un colorito ambrato, sarà che sei felice di essere a questa mostra, sarà questo vestitino bianco che ti sta a pennello facendo risaltare le tue curve in modo quasi pericoloso, saranno quei sandaletti leggeri che è vero non slanciano la gamba, ma mettono in risalto i tuoi piedi perfetti. Sarà che…boh oggi sei bellissima, anzi no, perché sei sempre bellissima, oggi… risplendi. Passo il tempo a guardare le tele e te. Tu lo sai , ti senti osservata e mi sorridi dolce. Non perdo occasione per farti sentire la mia presenza, tenendoti la mano, sfiorandoti i fianchi con le dita, delicatamente. La mostra prosegue al piano superiore, per salire c’è una scala enorme bellissima in marmo, non c’è nessuno, silenzio, si sentono solo i nostri passi sui gradini. Ti prendo all’improvviso, ti stringo a me e ti bacio, mentre con una mano ti artiglio forte una chiappa. Ci baciamo qualche secondo, poi ti allontani un attimo e scappi via su per le scale. Io resto imbambolato a guardare le tue gambe salire veloci, la gonna corta che svolazza mostrandomi ampie parti delle tue cosce abbronzate. Quando arrivi in cima ti volti sorridente, vedi che non mi sono mosso. “che c’è?! Dai vieni!” ...
... “arrivo ma tu non ti muovere!” Salgo lentamente le scale squadrandoti da questa mia posizione privilegiata, quando arrivo 2 gradini sotto di te mi inginocchio ai tuoi piedi. “che fai?! E se arriva qualcuno!?” Appoggio le mani sulle tue caviglie e piano piano risalgo. “dai, ci saranno sicuramente anche delle telecamere!” Ma non ti muovi di un millimetro, le mie mani avanzano sempre più su, fino al bordo della gonna, avanzano ancora sollevandola e mostrandomi le tue mutandine bianche. Infilo la testa sotto la gonna, con il naso aspiro il tuo profumo mentre con le mani ti stringo forte le chiappe. Hai le mani sulla mia testa, mi stringi a te. Poi sentiamo un rumore lontano e ti allontani bruscamente da me. Io mi alzo lentamente, tanto sappiamo entrambi che il rumore non viene dalle scale, ma comunque la paura di essere scoperti ci ha fatto tornare in noi. Ci guardiamo qualche secondo negli occhi, poi mi prendi per mano e continuiamo la nostra visita del museo. Ora però le mie carezze non sono più innocenti come prima, il mio sfiorarti non è più per farti sentire la mia presenza, ma per farti capire la mia eccitazione. Tu fai finta di nulla, ma io ti conosco e so che condividi la mia eccitazione, tant’è vero che non parliamo più, comunichiamo solo con lo sguardo e con i corpi. Usciamo di fuori, sole, caldo. Ci guardiamo un attimo in silenzio. “casa?!” “casa!” Mentre sono accovacciato a liberare le biciclette, tu sei affianco a me, mi sfiori con le gambe, ti guardo, mi sorridi, ti ...