1. Salendo le scale


    Data: 14/05/2021, Categorie: Etero Autore: pollo_ollop

    ... bacio una coscia, sospiri. “dai su andiamo!” Il percorso verso casa lo facciamo in un lampo, tu che in genere stai attentissima a non far alzare la gonna in bici, la lasci svolazzare senza problemi, mostrando ampi scorci delle tue bellissime gambe ai passanti, ma noi siamo velocissimi e quando si rendono conto dello spettacolo siamo già lontani. In pochi minuti siamo a casa, mettiamo le bici nel garage e ci dirigiamo verso l’ascensore, spingo il pulsante per chiamarlo ma tu mi sorridi ed ti incammini per le scale… Ti seguo, ti raggiungo e infilo una mano sotto la gonna. Ti sposto le mutande in mezzo alle chiappe, poi tiro, per incastrartele per bene nel mezzo, non mi sgridi ma sospiri Saliamo così fino a casa, la mia mano sotto la tua gonna alzata a sentire il movimento di quelle due chiappe che tanto amo. Entriamo in casa e mentre appoggi la borsa sul tavolo ci baciamo e le mie mani sono tutte e due sotto il vestito . “come diavolo si toglie?!” “c’è una cerniera sul fianco” “ma dove…come..e che cavolo!” Mi allontano un attimo, cerco la cerniera con calma, la apro e ti sfilo il vestito che finisce per terra. Tutte le volte che ti vedo in mutande e reggiseno penso… ok non è vero non penso più. Non so come ma ci ritroviamo sul letto, nudi, i nostri vestiti sono sparsi dalla porta di casa ai piedi del letto. Ci fermiamo un attimo a guardarci, mi perdo nei tuoi occhi e ti do un bacio dolce sulle labbra, tu mi sorridi. Ma è un sorriso furbo, con un colpo di reni mi ribalti e ti ...
    ... ritrovi sopra di me. “devi soffrire per quello che hai fatto!” “che ho fatto?!” “non mi hai fatto gustare per bene la mostra!” “ma…” Muovi i fianchi e mi fai entrare dentro di te. “niente ma, ora sei nelle mie mani!” Mi prendi le mani ed inizi a muoverti sopra di me, cerchi il ritmo il punto giusto poi mi sorridi, muovi le mie mani sul tuo corpo per stringere o accarezzare dove vuoi essere stretta od accarezzata, hai gli occhi chiusi, ti stai godendo al massimo il momento, sei uno spettacolo visto da qua sotto. Quando senti che il ritmo è troppo per me ti fermi un attimo, mi fai prendere fiato, poi riparti, quando senti che sto per esplodere mi fai uscire e raffreddare, vuoi gestire tu i tempi, ma non so ancora quanto posso durare così, è una sofferenza. Cerco di darti io il ritmo stringendoti i fianchi, ma tu ti liberi e parti per un mondo tutto tuo, sposti le mie mani sul tuo seno e stringi, mentre ti inarchi indietro, emetti un suono gutturale lunghissimo, hai la testa tutta indietro, i capelli che mi solleticano le gambe. Non ce la faccio più, ti stringo fortissimo le tette mentre ti do due colpi da sotto ed esplodo dentro di te che perdi il ritmo, ti muovi scoordinata poi ti accasci sul mio petto. “mi hai fatto male alle tette…” “cazzo scusa, non capivo più nulla, ma non mi pare di aver sentito delle lamentele prima” “cosa centra!? Non credere che te la faccio passare liscia così facilmente…” “se la punizione è come quella di prima non vedo l’ora!” “non lo so, adesso ci ...