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Il covo
Data: 07/06/2021, Categorie: pulp, Autore: valchiria96
E poi al covo, rannicchiata su teli di juta e stracci vecchi. Si, io lo chiamo letto, o almeno è la cosa che più ci si avvicina. Spesso la solitudine è la mia migliore amica, anche se in effetti qui la compagnia non mancherebbe se solo non fossimo tutti degli zombi. Saranno appena le dieci del mattino e questa notte è stata quasi infinita; merda ho la schiena a pezzi! Il silenzio regna quasi sovrano, solo qualche lamento e i gemiti della troia ungherese proprio oltre la parete di fianco a me. Aranka si fa chiamare, se sia il suo vero nome non lo so. La metanfetamína è il suo sballo e cristo non avrà neanche quanta anni ma sembra già una mummia. Perché troia ungherese? Vi chiederete. Tutti la chiamano così, non so neanche se sia veramente ungherese. Quello che è certo è che, come molti di noi qui dentro, batte le strade ma a differenza mia, lei lo fa di giorno e nei pressi della stazione. Un posto peggiore non poteva certo sceglierlo; si dice che sia il luogo dove si va a morire e per quanto mi riguarda credo sia il vero. Per le persone come lei, dove ormai tutto sembra essere perduto, forse, la fine è l’unica soluzione. È triste però, non ho idea di cosa mi riservi il destino, sparlo tanto di lei e senza saperlo, magari, fra non molto, mi ritroverò nella stessa identica situazione forse litigandoci anche qualche cliente. Si, capita anche questo. “Ehi, hai qualcosa per me? Aiutami ti prego, ho bisogno di farmi, non sopporterò un’altra crisi!” “Guardati intorno, tutti abbiamo ...
... bisogno di farci, non sei certo l’unico disgraziato, siamo nella stessa barca ma non per questo vengo a chiederti una dose” Tutte menzogne, la coerenza non è più una virtù, quante volte ho elemosinato anche io una spada, quante volte ho dovuto inginocchiarmi anche solo per una sniffata. La verità è che, a questo stadio, nessuno ti regala nulla senza avere qualcosa in cambio. Certe volte ti ritrovi a spacciare merda ai ragazzini, altre a fare favori sessuali a qualche stronzo con una dose in più. “Te la renderò, lo giuro! Sono nella merda, mi hanno soffiato la roba l’altra notte, non ho più nulla. Per favore dai!” “Evidentemente non hai ancora imparato a nasconderla bene. Vuoi un consiglio? Infilatela nel culo la prossima volta!” Neo tossici, ecco come chiamo chi è appena entrato nel giro, da poco a ruota e in preda alle prime disperazioni. Presto imparerà anche lui; forse ve lo ritroverete sotto casa ad elemosinare qualche spicciolo o magari ad aiutare qualche operaio a scaricare un furgone. Il tutto per una misera mancia. Una storia già sentita, già vissuta. Ci siamo passati un po’ tutti. “Ma vaffanculo! Infilatela tu nel culo, non ci penso proprio” “Infatti, è proprio quello che faccio anche io da un pezzo; vedrai, ti passerà” “Vai al diavolo! Te la vuoi tenere tutta per te vero? Sei solo una puttana!” “Certo come no, e tu sei solo un verme schifoso! Ora fammi il favore, metti a bagno il culo e togliti dai piedi, non ho più voglia di starti a sentire!” È spiacevole lo so, ...