1. Una storia d'amore


    Data: 09/08/2021, Categorie: Scambio di Coppia Autore: single80fe, Fonte: Annunci69

    ... leccando profondamente, dall’ano alla vagina calda, fino ad una clitoride contesa tra due lingue e una mano.
    
    Ci credete? Potrei impazzire in questo momento.
    
    E mentre mi abbandono al piacere che tre corpi mi stanno dando, all’amore del mio complice che me lo concede e gode di me, ripenso alla cena con le vecchie amiche di ieri sera.
    
    Le chiacchiere sulla sporadicità del sesso, i loro mariti annoiati (e sono certa che scopano fuori cosa, o si fanno fare seghe dalle massaggiatrici cinesi, o rapidi pompini squallidi da donne bellissime a bordo strada, donne che vorrei scopare io).
    
    Le loro domande: - E per te? Com’è il sesso? Lo tradisci?
    
    Il mio schermirmi: - No, figuriamoci. Sesso normale, tutto bene. - Nel mentre ero bagnata con un plug nel culo e le palline cinesi in figa, eccitata ad ogni movimento, con le amiche di una vita.
    
    Mio marito mi aveva incoraggiato a sedurne una, ma vorrei evitare di confondere la vita privata con quella delle relazioni “normale”. Ma mentre la guardavo, con i suoi occhi verdi, saliva la voglia di allungare un piede lasciando cadere il tacco, e sfiorarle le gambe nude estive.
    
    Non l’ho fatto, e ci ripenso ora, mentre con i piedi e le gambe guido il ventenne a rimettersi in piedi. Ha una erezione imponente, che avvolgo tra i piedi e inizio a masturbare piano e profondo. Stesso ritmo che adotto con le mie mani, sul cazzo di mio marito, del mio amore.
    
    - Leccami, mentre faccio impazzire il tuo uomo. - La comando, più per far eccitare ...
    ... Guido, che altro. Guido e Giulia, io e lui. Con la stessa iniziale, la stessa fame, lo stesso amore.
    
    Lei inizia, piano, quasi si sdraia su di me con pancia e seno. Il suo uomo è in piedi che geme per la mia abilità, lo sto masturbando con piante morbide, con le dita massaggio la cappella infuocata. Amo tenere un cazzo in mano e uno tra i piedi, e se ne accorge la sua compagna, leccandomi, prima molto lenta e poi avida, una clitoride sempre più gonfia, una figa sempre più fradicia: - Ma quanto ti eccita far godere? - Mi dice sollevandosi per un attimo.
    
    Sto ansimando: - sei… brava… cazzo se lo sei, ragazzina - e per tutta risposta lei affonda due dita nella vagina bollente, spinte dove sa di potermi far godere in pochissimo tempo e la sua bocca avvolge la clitoride che ormai le inonda e invade la bocca del mio sapore, dei miei umori.
    
    Decido che basta, che il mio amore per il mio uomo può esplodere, ed esplodo… lo sentono entrambi, nella mia mano che stringe, nei miei piedi che si irrigidiscono, e schizzo umori nella bocca della ragazza, che rallenta appena per darmi respiro.
    
    - Ragazzina, sei brava a leccare.
    
    - Si, ma non chiamarmi ragazzina… perché ora mi prendo il cazzo di tuo marito.
    
    Mi si contrae ancora, ciò che inonda le mie gambe.
    
    Lei si alza, filiforme, in penombra. Si avvicina, prende il mio uomo dalla mia mano, glielo affido, sorridendo.
    
    - Brava - le dico - scivola su di lui.
    
    Lei non si fa attendere, lo guida con la mano. All’inizio si limita ...