1. Nuovi tormenti


    Data: 30/08/2017, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Idraulico1999, Fonte: RaccontiMilu

    ... sento come se fosse adesso lucidamente quelle dita sollevarmi la gonna, sfiorarmi i contorni di quella biancheria così liscia, il mio fiore con i suoi petali schiudersi a quel passaggio così leggero e assieme imperioso, quelle dita così forti, così audaci, prima sopra lo slip, poi sotto, poi ancora sopra e ancora sotto, tenuto conto non m�accorsi quasi che non erano più le dita, ma la sua lingua attualmente che si contorceva, che asciugava, che feriva e che tentava di penetrarmi.Forse io respiravo, forse no, so soltanto che cominciai ad appoggiarmi a quello stipite fino ad avvertire il freddo del pavimento, dove trovai i miei abiti, dove ci feci in ultimo finire pure i suoi. In tal modo lo spogliai, presi il sopravvento, in quanto i miei occhi si stavano abituando al buio, lo torturai con la mia lingua, poiché la diressi lungo il suo torace fino all�ombelico, poi giù, fino a sentire la mia bocca che si riempiva di quella carne così irruente fra le mie labbra, assetate di quella goccia di liquido caldo che ambisco d�avere ben volentieri sulla punta della lingua.Le mie gambe s�aprivano come la mia bocca senza opporre alcuna resistenza. Com�eravamo? In quale posizione? Dove eravamo? Lui però chi era? Quelle mani, quella lingua, quel sapore, ogni antro del mio corpo fu invaso, perquisito e rovistato, la mia bocca fu ammansita e infine placata dal suo desiderio, dato che il mio corpo non aveva difesa né scampo, malgrado ciò nemmeno il suo. Per dimostrarglielo, infatti, in un ...
    ... attimo io fui sopra di lui, cercavo la sua lingua, cercavo il suo ritmo, la sua pelle così appiccicata alla mia, il mio seno che sfiorava il suo, le sue mani sui miei glutei che premevano fino a farmi toccare l�estremo piacere dell�inferno, perché tra spasmi, respiri affannati, gocce di sudore, lingue intrecciate lui inarcò la schiena e spinse, dal momento che fu come un lampo che squarciò il buio, una lama che penetrò il mio corpo, il suo corpo che entrava nel mio e calcava, esortava, s�inarcava, spingeva e mi premeva ancora più forte su quella lama di carne così pulsante, da non aver più alcuna possibilità di resistergli.Io ero carica, piena di quello sconosciuto, un fiume scorreva fra di noi, forte, impetuoso e veemente, così imperioso e prepotente da perforare quasi le mie membra, io ardevo oltremisura, c�era un fuoco dentro e attorno a me, passione e voglia, desiderio e vergogna, per il fatto che come in un�altalena trovammo quel ritmo, la cadenza insperata che ci univa, che ci faceva danzare, che preannunciava il godimento. Lui fece pressione su di me, dentro di me, con la sua lingua fu nuovamente dentro la mia bocca, i nostri fluidi uniti sempre più forte, sempre più veloci, volevano essere pieni di lui.In un imparagonabile momento arrivò sennonché il disastro, il dissesto e l�inferno, seguito appresso dalla beatitudine, dalla contentezza e dal paradiso assieme, giacché sgorgarono erompendo in conclusione impetuosi nuovi torrenti, esordienti fluidi, perché godemmo assieme ...