1. Due palmi sotto il sole


    Data: 05/09/2017, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... chiome di tiglio. «Questo è il Terrazzone», gli spiegò Silvia. «È la vecchia piazza d’armi dove si adunavano gli armigeri. Laggiù si vede il panorama della valle.» Il bar-gelateria, che dava su un angolo della piazza, era quasi deserto. Ai tavoli esterni un uomo di mezza età conversava con una giovane donna indaffarata a non far colare il gelato sugli abiti di due bambine somiglianti come gocce d’acqua. Il barista, un tipo sulla quarantina, con capelli ricciuti che gli lambivano le spalle, allargò le braccia in segno d’ammirazione ed esclamò: «Silvia, ogni volta che ti rivedo mi sembri più splendida! Spedirò la domanda per te se non ti deciderai a iscriverti al concorso per Miss Italia. Sbaraglieresti tutte soltanto col tuo sorriso senza contare il resto.» Le prese la mano e proseguì con un che di smanceria: «Stasera il Terrazzone è vuoto ma basta la tua presenza ad animarlo.» «Ciao, Walter. Ti presento Mauro, il mio ragazzo.» Lui, irritato da quel tipo che si mangiava Silvia con gli occhi, si scostò di un passo e guardò in un’altra direzione per far intendere al “gelataio” che dovesse smettere di tastarle le dita e finirla con quei discorsi da Casanova. Dopo avere squadrato Mauro con un’espressione indefinita, il barista si propose di offrire loro il gelato. «Accomodatevi, stasera non c’è problema di spazio. Sono tutti a vedere la partita di calcio.» Notando quanto Mauro avesse assunto un’aria infastidita, lei esitò ad accettare. «Silvia, non vorrai negarmi questo ...
    ... piacere», insisté il barista seguitando a stringerle la mano. «Ti ringrazio ma preferiamo fare quattro passi», rispose lei strattonando le dita per liberarle dalla stretta. «Accettate almeno che ve lo offra sul cono, allora.» “Mauro, che facciamo?” gli chiese lei con lo sguardo. Lo vide annuire a labbra strette. Procedendo fra due tribune che avevano ospitato il pubblico durante la gara di tiro con l’arco, i novelli innamorati si diressero verso le chiome degli alberi. Di tanto in tanto si soffermavano per leccare tutt’attorno al cono e impedire che rivoli del gelato colassero sulle dita. Silvia diede a Mauro una spintarella di spalla per indurlo a guardarla. «Vuoi che rimanga sempre con te? Non farmi mancare il gelato.» «Avresti dovuto scegliere un gelataio, invece che fidanzarti con un restauratore di mobili. Quel Walter ti ha dato un gelato così grosso che per finirlo ti toccherà leccarlo fino a mezzanotte.» «Sa che ne sono golosa e il suo è ottimo. E pure lui è un bell’uomo», lo pungolò lei esibendo un risolino lezioso. «Peccato sia sposato e un po’in là con l’età.» «Spiritosa, fammi il solletico che rido.» Silvia adoperò la lingua per rintuzzare l’attacco di un’altra colata e rispose: «Mi ero accorta del fastidio che provavi, sai?» «Embè, ti teneva la mano in un modo che al posto delle dita pareva avesse i tentacoli con le ventose come una piovra.» Silvia serrò le labbra per non innaffiare il Terrazzone con una risata non trattenuta, ma finì per mandarsi il gelato di traverso e ...
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